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Shaquille O'Neal e l'America rimasti senza fiato.

                                                                                                                 Shaquille O'Neal. Foto da Daylife.


Il grande campione dell'NBA Shaquille O'Neal, che si è ritirato poco tempo fa, è stato accusato da un ex membro di una gang criminale di essere un boss spietato.


Indiana ne vince una. I Blazers collezionano il pareggio

 Rose in azione. Getty Images



Dopo averci provato per tre partite consecutive, ed andandoci anche vicino, i Pacers riescono nel tentativo di portare a casa una vittoria dopo tre sconfitte consecutive.

I Big Three come Rose volano sul 3-0. Riscossa Portland

Rose in azione. Getty Images


Cambiano i numeri, ma il risultato resta sempre lo stesso. Continua a restare una delle sorprese più inaspettate di questi playoff, la serie che stanno disputando i Pacers, che davanti ad una ''casa Bulls'' piena ed anche con un tifo assordante arriva ancora una volta ad un passo, anzi solamente ad un tiro da due al massimo da tre per portare a casa una vittoria pesantissima, anzi catastrofica. 

Andrea Bargnani non è più lo stesso. Non vuole migliorare!

 Andrea Bargnani in azione. AP Photo

Andrea Bargnani, è una testa calda, non ragiona e non vuole migliorare. Queste sono state alcune parole del gm dei Raptors.

Howard "Difensore dell'anno". "Sesto Uomo Dell'Anno" Odom

 Dwight Howard  riceve il premio di "Difensore dell'anno", Getty Images


Per il terzo anno consecutivo Dwight Howard si aggiudica il premio come "Difensore dell'anno". 
 Il premio per il "Sesto Uomo dell'anno", va come da pronostico a Lamar Odom. 

Mago superstar. Gallo e Beli ko. Le stelle gridano Miami


- Implacabili dalla lunetta i Boston che nella notte battono una New Orleans all’insegna del Beli. A mettere la parola fine alla partita sono il solito Ray Allen e Glen Davis che non sbagliano un colpo ai liberi, mentre dall’altra parte gli Hornets non riescono a capitalizzare il -2 raggiunto da Okafor. L’ultimo tentativo è proprio di Marco Bellinelli che sbaglia la tripla finale. Che torna in quintetto e chiude con 23 punti e 5/8 dalla lunga distanza.

DENVER SI RIFERMA - Non riesce il colpo ai Nuggets su Miami che si affida ai 73 punti del ‘Big Three’ per portare a casa la vittoria. Il Gallo dopo i 17 del ritorno, torna ad essere protagonista come sesto uomo e come al solito come uomo speciale sulle piste di ''THE KING JAMES''. In attacco dimostra che i problemi al piede sono ormai alle spalle e che la mano è sempre calda.

TUTTO IL RESTO - Doveva essere un match chiuso dopo il primo quarto quello tra Spurs e Bobcats e invece negli ultimi 12 minuti Charlotte riesce nell’impresa di mettere paura ai padroni della Western. San Antonio riprende a macinare gioco e piazza la zampata finale, con i gregari come Novak e Neal in prima fila, che vale la vittoria. Torna in campo Eric Gordon (29) e i Clippers ritrovano la coppia del futuro ed un Blake Griffin da 30 punti per battere scioltezza i Cavaliers che ci provano solo con Session ed Hickson. Serata da dimenticare al tiro per i Pacers che hanno avuto il loro miglior momento nel secondo quarto quando hanno segnato 21 punti. Alla fine 7/26 da tre e 35% totale dal campo ha dato via libera ai Grizzlies. Tutta nelle mani di Aldridge, Matthews e Wallace la vittoria dei Blazers nei confronti dei Sixers, che però, hanno provato fino alla fine a rovinare la festa del Rose Garden, con un Williams da 29 e 4 assist.

I RISULTATI DELLA NOTTE
New Orleans Hornets-Boston Celtics 85–89 (West 32, Belinelli 23; Allen 20, Davis 20)
Miami Heat-Denver Nuggets 103-98 (James 33, Wade 32, Bosh 18; Gallinai 23, Smith 27)
San Antonio Spurs-Charlotte Bobcats 109-98 (Novak 19, Neal 15; Henderson 19, Diaw 16)
Los Angeles Clippers-Cleveland Cavaliers 100-92 (Griffin 30, Gordon 29; Session 18, Hickson 28)
Memphis Grizzlies-Indiana Pacers 99-78 (Allen 19, Randolph 17; Granger 17, Collison 17)
Portlandd TrailBlazers-Philadelphia 76ers 110-101 (Matthews 28, Wallace 25, Aldridge 18; Meeks 17, Williams 29)

Anthony Frioni

Rose da titolo. Knicks con le triple. Cavaliers da europa


Carmelo Anthony prova il piazzato. Foto da DayLife

– Va ai Bulls la sfida contro i Nets. Chicago che tra l’altro si riprende la vetta della Eastern Conference mettendo una vittoria in più nei confronti dei Boston Celtics. Con quella della notte nei confronti dei New Jersey, sono 8 i successi consecutivi dei Bulls che sono al momento la squadra più sorprendente della Lega con il giocatore più in vista per la vittoria del titolo dell’Mvp, ovvero Derrick Rose. Rose chiude la partita con 21 punti, 8/22 dal campo e 4 rimbalzi, ma guida la squadra al successo insieme a Luol Deng colui che è diventato un secondo giocatore di lusso per Chicago. In casa Nets, buone notizie solo dalla coppia Lopez-Humphries, mentre da dimenticare la notte di Williams.
NEW YORK SI RIPRENDE – Si aggrappano alle mani ed alle triple di Toney Douglas i New York Knicks che battono agevolmente i Grizzlies di ritorno al Madison Square Garden. Nella sera in cui Stoudemire si prende solo 12 tiri (16 punti) ed in quella in cui Anthony ne mette 28 con 19 è il play ex Florida State a prendersi le luci della ribalta diventando per una notte re di New York (record di franchigia da tre punti, 20/36) e pareggiando il record triple segnate in una stessa partita con 9/12 dalla lunga distanza (29 punti).

CAVS DISASTROSI – Una passeggiata al parco o una specie di partita di allenamento per Portland che chiude la questione relativa ai Cavaliers già al suono della prima sirena, quando di fronte ai soli 12 punti segnati dai viaggianti si era capito di che tipo di partita si trattasse. Dal secondo quarto in poi è stato un vero massacro, pe Cleveland. Palle recuperate, rimbalzi, aperture e contropiedi chiusi con schiacciate o appoggi anche uno contro nessuno. Alla fine per Cleveland 18 palle perse, mentre per Portland 40% da tre e 55% da dentro la linea.

TUTTI I RISULTATI
New Jersey Nets-Chicago Bulls 73-84 (Lopez 22, Humphries13; Rose 21, Deng 19)
New York Knicks-Memphis Grizzlies 120-99 (Anthony 28, Douglas 29; Conley 16, Randolph 14)
Portland TrailBlazers-Cleveland Cavaliers 111-70 (Wallace 17, Aldridge 20; Session 14, Gibson 12)

Anthony Frioni

Indiana stende New York. Bulls in vetta

Bryant e Nowitzki. Foto da DayLife

Dopo aver guardato i Pacers in tv per un attacco influenzale nella sfida del Madison Square Garden, Danny Granger si prende la rivincita con tutti gli interessi e vince da solo la sfida casalinga nel quasi ‘back to back’ con i Knicks. Una sfida personale con Melo che nemmeno qualche secondo prima aveva pareggiato la sfida a quota 107 lasciando solo 7’’ sul cronometro. Che sono bastati a Granger per prendere, tirare e segnare il canestro della vittoria. Seconda sconfitta consecutiva per i Knicks con i Pacers.

CHICAGO IN VETTA – Dopo aver guardato la targa dei Celtics prima e degli Heat poi, i Bulls piazzano la zampata vincente, anzi la settima zampata vincente e volano dritti al comando della Eastern Conference mettendosi alle spalle sia Boston che Miami. Approfittando dell’ultima debacle dei Celtics e battendo senza nemmeno tanti sforzi i Wizards, il team della Wind City lancia un messaggio chiaro e tondo a tutti i pretendenti quanto meno alla finale di Conference. Solito due protagonista a Chicago: Rose-Deng, ma a fare da terzo incomodo non è stato Boozer, ma Bogans che ne mette 17 con 5/10 da tre.

LE ALTRE – Secondo ko di fila per i Mavericks che questa volta cedono il passo nei confronti dei Portland TrailBlazers al termine di un match combattuto e risoto solo nel finale, ma solo per il punteggio, visto che Dallas è tornata a segnare con i liberi di Nowitzki allo scadere che hanno ridotto il gap, dopo aver sparato a salve negli ultimi due minuti del quarto periodo. Vittoria facile arrivata tra primo e terzo periodo per gli Hawks che seppelliscono i Bucks sotto una valanga di canestri. A dire il vero a seppellire Delfino e compagni è stato Joe Johnson che ha chiuso il tutto con 36 punti, 13/17 dal campo, 6/9 da tre punti, 5 rimbalzi e 2 assist.

I RISULTATI DELLA NOTTE
Indiana Pacers-New York Knicks 119-117 (Granger 26, Hansbrough 30; Anthony 29, Stoudemire 21, Billups 14)
Chicago Bulls-Washington Wizards 98-79 (Rose 23, Deng 20; Ja.Crawford 27, Wall 17)
Portland TrailBlazers-Dallas Mavericks 104-101 (Aldridge 30, Roy 21; Nowitzki 28, Marion 18)
Atlanta Hawks-Milwaukee Bucks 110-85 (Johnson 36, Smith 17; Delfino 13, Bogut 21)

Anthony Frioni

Miami vince il big match

Foto da DayLife

– Era la partita più attesa, quella tra Lakers ed Heat. La sfida più sentita dopo le parole di Phil Jackson sui pianti nello spogliatoio di Miami dopo la sconfitta contro i Bulls, soprattutto perché si affrontavano la miglior squadra del dopo All Star Game contro quella più in difficoltà tra le ‘Big’. C'erano tutti gli elementi per una partita ad alto ritmo e infatti James inventa per i compagni e segna canestri importanti senza strafare, Wade piazza quelli importanti, Bosh fa il suo lavoro in attacco ma non in difesa dove subisce Gasol, mentre dall’altra parte come al solito ci pensa The Black Mamba. Ma è proprio Bryant a farsi rubare il pallone decisivo da Wade che lancia James in contropiede per il canestro che sancirà poi la vittoria, visto che Illgauskas (sospetto di goaltending...) cancella il tiro di Bynum del pareggio praticamente sul ferro. Alla fine vince Miami e Los Angeles resta l’unica grande ad essere battuta da Miami.

KNICKS KO A DALLAS –
Si interrompe la striscia di tre vittorie consecutive di New York che cade in Texas contro quella che si può definire la sua bestia nera. «Credo solo che in questo momento non abbiamo abbastanza energie» . Questo il commento di Mike D’Antoni a una partita che ha visto i texani segnare 41 punti in un quarto, il secondo, contro una difesa a dir poco inesistente. Ventuno i punti di scarto al suono della sirena dell’intervallo lungo e terzo periodo, l’unico di un certo valore per i Knicks. Anthony chiude con 5/15 ma con 10 rimbalzi. Stoudemire ne mette 36, mentre non bastano i 19 di Fields e i 18 di Douglas.

DENVER MIGLIORA – Ancora fermo ai box Danilo Gallinari che salta anche la sfida della notte dei suoi nuovi Nuggets in Arizona contro i Suns. Una sfida chiusa con una vittoria di Denver che piazza il parziale decisivo nel terzo periodo, quando chiude con 17-31 di parziale di quarto e mette una serie ipoteca sulla vittoria. Alla fine arriva la preziosa vittoria interna grazie anche ai 20 di Lawson che dopo la partenza di Billups ha dimostrato di poter prendere la squadra tra le sue mani e condurla come si deve, ai 16 di Chandler ed ai 22 di Nene.

I RISULTATI
Miami Heat-Los Angeles Lakers 92-88 (James 19, Bosh 24, Wade 20; Bryant 26, Gasol 20)
Dallas Mavericks-New York Knicks 127-109 (Marion 22, Nowitzki 23, Terry 21; Stoudemire 36, Anthony 18, Field 19)
Phoenix Suns-Denver Nuggets 97-116 (Gortat 14, Hill 12; Chandler 16, Lawson 20, Nene 22)

Anthony Frioni

Crisi vera per Miami. I Lakers imbattibili, con un Kobe da record

Foto da DayLife

Cinque sconfitte consecutive e ora la faccenda si fa seria. I Miami Heat perdono ancora, perdono ancora in casa e questa volta cedeono sotto i colpo dei Portland TrailBlazers, contro una formazione non di primo livello. Fino a questo momento Miami aveva dimostrato di patire solo le ‘grandi’ riuscendo a far valore il proprio valore sulle altre. Ma il momento è difficile. Aldridge ha guidato la spedizione di 6 uomini in doppia cifra prendendosi, così, la rivincita personale dopo le parole di James che lo ha definito uno dei più grandi ‘snub’ della Nba e quella di squadra. Bosh non ha potuto fare niente in difesa e in attacco e finito in uno dei suoi classici buchi neri sparando a salve, 3/11 dal campo. Nel secondo tempo Miami ha provato ad essere velenosa correndo ma ogni volta i Blazers si sono fatti trovare pronti con un Wallace che dalla panchina ne ha messi 22.

L.A. SULL’OTTOVOLANTE – Diametralmente opposta la situazione dei Los Angeles Lakers, in striscia positiva dalla prima partita post All Star. Otto le vittorie consecutive, otto i successi di una squadra che dopo la furia non verbale di Bryant, ha cambiato modo di stare in campo e di approcciare le partite. Le vittorie arrivano non solo in casa, ma anche in trasferta. Quello della notte sul campo degli Atlanta Hawks con una facilità quasi disarmante. Cinque in doppia cifra e Bryant a guidare tutti con 26 punti, 8/18 dal campo e 6 rimbalzi.

LE ALTRE – Tornano nel tunnel delle sconfitte i Cavaliers che perdono a domicilio sfoggiando una prestazione al tiro pessima: 36% dal campo, 22% da tre e 17 palle perse. Un gioco da ragazzi per i Warriors grazie a Curry ed Ellis. Tornano in striscia, invece i Sixers che battendo nella notte Indiana mettono in tasca la terza vittoria consecutiva. Sette in doppia cifra sui nove entrati per coach Doug Collins e Young a fare da guida con 18 punti. Un gioco di squadra implacabile per una formazione che può dar fastidio a chiunque. Riformata la coppia Jennings-Salmons e Milwaukee torna a vincere. Il duo di esterni dei Bucks guidano Milwaukee nella passeggiata di Washington, con i Wizards spettatori sia in attacco (16% da tre e 52% dalla lunetta e 22 palle perse) che in difesa. Cinque errori dal campo (14/19), 8 rimbalzi, 4 assist, una palla rubata e 32 punti segnati. Questo lo score dell’Mvp della vittoria dei Suns contro i Rockets e rispondente al nome di Hakim Warrick, anche se dopo la tripla pesantissima di Lowry nel finale con Rockets a -2 è toccato a Nash segnare dalla lunetta portare a 3 i punti di vantaggio e festeggiare sulla tripla sbagliata da Miller allo scadere.

I RISULTATI DELLA NOTTE
Miami Heat-Portland TrailBlazers 96-105 (James 31, Wade 38, Bosh 7; Aldridge 26, Wallace 22)
Atlanta Hawks-Los Angeles Lakers 87-101 (Horford 17, Smith 16; Bryant 26, Bynum 16)
Cleveland Cavaliers-Golden State Warriors 85-95 (Hollins 14, Hickson 10; Ellis 24, Curry 23)
Indiana Pacers-Philadelphia 76’ers 100-110 (Hansbrough 26, Granger 11; Young 18, Iguodala 16)
Washington Wizards-Milwaukee Bucks 76-95 (Evans 11, Jo.Crawford 22; Jennings 23, Salmons 22)
Phoenix Suns-Houston Rockets 113-110 (Warrick 32, Carter 32; Lowry 32, Patterson 18)

Anthony Frioni

San Antonio ne vince 50. New York ok. KG alza il volume


– Senza Billups, fuori per un problema fisico, per il quintetto dei Knicks contro gli Hornets, è il momento di Toney Douglas. Per l’ex Florida State una serata memorabile, dal momento che oltre allo starting five, si porta a casa anche il titolo di co-Mvp di serata con Stoudemire e tutto davanti ai tifosi del Garden. Sono 24 i punti di Douglas con 10/13 dal campo e 4/6 da tre. Sono invece 22 con 8/18 quelli di Carmelo Anthony. Dall’altra parte New Orleans chiude con soli 88 punti (il che è preoccupante contro una squadra come New York che concede tanto in difesa), causa anche il 21% dalla lunga distanza con cui hanno chiuso. Serata più amara per Belinelli che in 17’ segna solo 2 punti con 1/4 totale, mentre sono ancora 4 i punti di Paul davanti a quello che potrebbe essere il suo pubblico nel futuro.

BOSTON CONTINUA A CORRERE – Buona la prima davanti al Garden della nuova versione dei Celtics. Tutti dentro Troy Murphy e Jeff Green, con gli ex Indiana e Oklahoma che hanno contribuito al primo vero break di giornata di 14-2 che poteva già stendere i Suns. Sono stati 62 i punti nel primo tempo di Boston e 115 al suono della sirena. Tutto il quintetto e Glen Davis in doppia cifra, con Kevin Garnett a guidare baracca e burattini con 28 punti, 12 rimbalzi e due soli errori in tutto il match. Nel finale di partita i Suns hanno provato a rientrare nonostante la serata nera di Frye (4 punti) ed Hill (11 punti con 4/13 al tiro), ma non c’è stato niente da fare.

LE ALTRE – Si è interrotta laddove i Bulls non sono mai riusciti ad essere il rullo compressore che sono tra le mura amiche. Sconfitta esterna per Chicago ad Atlanta e mini rincorsa verso il top della Eastern stoppata dalla pessima serata di Rose (12 punti), ma in generale dalla pessima serata dalla lunga distanza e ai tiri liberi: 7/20 da tre e 61% dalla lunetta. Non quello che è capitato agli Spurs a Cleveland, che invece hanno fatto piazza pulita contro i Cavs privi sia di Gibson che di Baron Davis. Dall’altra aperte mancava Tony Parker, ma George Hill ha saputo sostituirlo con 22 punti, 5 assist e 5 rimbalzi. Quattro punti in fila di Stephen Curry nel finale e Golden State viola il campo dei Wizards di un Young versione All Star Game con 31 punti. Passano a Detroit i T’Wolves che oltre ai 20 di Love mettono in evidenza i 19 di un Anthony Randolph che nel freddo stato del Minnesota ritrova al mano calda perduta in passato sulla panchina dei Knicks. L’ex New York chiude con 19 punti e 10 rimbalzi nel colpo esterno dei ‘lupi’. Serata dal campo da cancellare per i Pacers che nella sconfitta ad Oklahoma (triplo ventello per Durant, Westbrook ed Harden) chiude con numeri e cifre imbarazzanti: 28/82 totale (34%), 3/13 da tre (23%). Senza ‘Melo’ ed anche senza Danilo Gallinari, i Nuggets asfaltano i Bobcats grazie ad una prova di squadra e con ben sette uomini in doppia cifra e tutta la panchina di coach Karl in campo con almeno due punti a referto. A guidare il tutto Wilson Chandler che chiude con 16 punti. Dulcis in fundo, vittoria a Sacramento per i Blazers di Aldridge e Matthews, mentre si interrompe a Los Angeles, sponda Clippers, la corsa dei Rockets avviatasi dopo la deadline di mercato.

I RISULTATI DELLA NOTTE
New York Knicks-New Orleans Hornets 107-88 (Stoudemire 24, Douglas 24; Paul 4, Belinelli 2, Jack 21)
Boston Celtics-Phoenix Suns 115-103 (Garnett 28, Pierce 16; Brooks 17, Carter 11, Nash 8)
Atlanta Hawks-Chicago Bulls 83-80 (Horford 31, Crawford 12; Rose 12, Deng 15)
Cleveland Cavaliers-San Antonio Spurs 99-109 (Gee 18, Samuels 22; Hill 22, Ginobili 16)
Washington Wizards-Golden State Warriors 102-106 (Young 31, Blatche 20; Curry 29, Ellis 21)
Detroit Pistons-Minnesota T’Wolves 105-116 (Daye 22, Monroe 18; Love 20, A.Randolph 19)
Oklahoma City Thunder-Indiana Pacers 113-89 (Durant 21, Westbrook 21, Harden 20; Jones 12, Hansbrough 13)
Denver Nuggets-Charlotte Bobcats 120-80 (Chandler 16, Afflalo 11, Lawson 14; Carroll 19, Augustin 13)
Sacramento Kings-Portland TrailBlazers 102-107 (Thornton 26, Cousins 28; Aldridge 20, Matthews 21)
Los Angeles Clippers-Houston Rockets 106-103 (Gordon 24, Griffin 20; Lee 18, Lowry 24)

Anthony Frioni

Nuovi Celtics, ma i fenomeni vecchi salvano Boston. I Nets cadono ancora


Dopo essere stati in balia dei padroni di casa dei Clippers nel primo periodo, la nuova versione dei Celtics mette la freccia nel terzo quarto portando a casa il successo contro Griffin e compagni. Krstic finisce subito in quintetto, Green parte dalla panchina dove arrivano anche 19 minuti di Delonte West tornato in campo dopo l’infortunio al polso (l’ex Cavs chiuderà con 2/3 dalla distanza e 9 punti). Undici gli assist di Rondo la maggior parte dei quali finiscono nelle mani di Pierce ed Allen che mettono assieme 46 punti sui 99 totali. Griffin e Foye insieme ne fanno 53, ma a vincere alla fine sono i Celtics.

BULLS PIU’ FORTI DELLE CIFRE – Vittoria a Milwaukee nonostante una serata improduttiva in attacco. Una serie continua di errori che sono arrivati anche dalla lunetta dove Chicago ha tirato col 68%. Alla fine lo score dice che i ‘tori’ hanno portato a casa la terza vittoria consecutiva con il 22% da tre e 41% totale, con Derrick Rose che chiude il match con 17 punti e 7/19 dal campo. Solo Deng fa meglio con 19 e 5/11. La difesa però fa il suo dovere. Sono 75 i punti subiti e due gli uomini in doppia cifra per i Bucks. Nottataccia per Jennings che si prende solo 6 tiri e chiude con 4 punti.

IL TEXAS COMANDA AD OVEST – Con quella della notte i Mavs sono arrivati a cinque vittorie consecutive e alla 15esima affermazione nelle ultime 16 uscite. Un computo di successi che attualmente piazza i texani di Cuban alle spalle dei ‘cugini’ di San Antonio, per una coppia di testa tutta stile ‘cowboy’. Ma a Dallas sono serviti tre ‘ventelli’ per mettere a tacere la voglia di rivalsa dei Wizards in casa loro. Terry, Nowitzki e Chandler. Questi i nomi dei protagonisti della vittoria dei Mavericks, con l’ex Charlotte che oltre ai 23 punti ci mette anche 13 rimbalzi, mostrando che la scelta di arrivare in Texas è stata quella decisiva per la propria rinascita. Dall’altra parte seconda sconfitta in fila ma seconda sfida di ottimo livello per Wall che chiude di nuovo con 24 punti.

LE ALTRE – Quattro punti di Gordon e tre di Stuckey dalla lunetta decidono la vittoria dei Pistons contro i Jazz all’interno di una sfida a difese inesistenti. Sono 120 i punti segnati da Detroit, 116 quelli concessi ai Jazz che chiudono con Kirilenko, Millsap e Jefferson con più di 20. Arriva a cavallo tra primo e secondo tempo la furia devastante dei Grizzlies. Randolph e Gasol fanno il comodo loro in mezzo all’area colorata (44 punti in due), mentre dalla panchina arrivano i preziosi 17 di Arthur aspettando il ritorno di Rudy Gay. Vittoria netta e ad alto punteggio per i Rockets che piazzano Budinger in quintetto con il ‘rosso’ tiratore che ricambia con 27 punti, 8/11 dal campo e ¾ dalla lunga distanza. I Nets, però non riescono a contenere nemmeno Scola e Martin che insieme ne mettono 53, mentre in casa New Jersey deve ancora arrivare il primo successo firmato Deron Williams che però finisce con 15 punti e 17 assist.

I RISULTATI DELLA NOTTE
Los Angeles Clippers-Boston Celtics 92-99 (Griffin 21, Foye 32; Pierce 24, Allen 22)
Milwaukee Bucks-Chicago Bulls 75-83 (Jennings 4, Salmons 14; Rose 17, Deng 19)
Washington Wizards-Dallas Mavericks 99-105 (Wall 24,Young 14; Terry 25, Chandler 23, Nowitzki 21)
Detroit Pistons-Utah Jazz 120-116 (Stuckey 28, Daye 18; Milssap 23, Kirilenko 21)
Memphis Grizzlies-Sacramento Kings 120-92 (Gasol 21, Randolph 23; Udrih 24, Thornton 15)
Houston Rockets-New Jersey Nets 123-108 (Budinger 27, Scola 23, Martin 30; D.Williams 15 punti e 17 assist, Lopez 21)

Anthony Frioni

Il Gallo debutta vittoriosamente coi Nuggets. Vince Chicago


– Alla fine nessun altro spostamento. Nessuna trade, nessuno scambio. Almeno per il momento il destino di Danilo Gallinari è legato ai Nuggets, che alla prima senza Anthony e con la nuova formazione battono i Boston Celtics (che prima di scendere in campo hanno scambiato K-Perkins, spedendo il lungo verso i Thunder ricevendo in cambio Jeff Green). Per l’azzurro solo 19 minuti in campo con 1/6 dal campo (una schiacciata dopo un recupero nella propria metà campo e poi via in contropiede) pagando anche le difficoltà che si hanno nel giocare ad altezze come quelle di Denver. Buona la partita degli altri due arrivati, Raymond Felton e Wilson Chandler, con quest’ultimo che chiude subito con una doppia cifra a quota 16. Ma i veri mattatori di serata sono coloro che hanno raccolto l’eredità dopo l’addio di ‘Melo’: JR Smith e Kenyon Martin. L’ex Nets ha chiuso con la migliore prestazione stagionale, 18 punti e canestri decisivi nel quarto periodo come il jump shot che ha chiuso i gioco o il fallo e canestro che ha lanciato Denver.

CHICAGO MOSTRA I MUSCOLI – Sembrava tutto segnato a pochi minuti dalla fine del primo tempo con Miami avanti di 10 e i Bulls che concedevano canestri facili, possesso dopo possesso. Ed invece poi è cambiato tutto. Un secondo tempo con uno spirito che generalmente si vede da fine aprile in poi. Un secondo tempo in cui Chicago ha visto l’exploit di Loul Deng che ha mandato a bersaglio 18 dei suoi 20 punti nel secondo periodo. Miami si affida a Wade (34) e a James (29), ma vede Bosh sbagliare l’impossibile. Noah gioca 10 minuti nel secondo tempo, Rose ci mette il resto ed i Bulls completano rimonta e sorpasso, ora i ‘ tori’ sono addirittura a 3 partite dalla vetta della Eastern Conference.

I RISULTATI DELLA NOTTE
Denver Nuggets-Boston Celtics 74-89 (Gallinari 2, Chandler 16, Martin 18; Pierce 17, Garnett 14)
Chicago Bulls-Miami Heat 93-89 (Rose 26, Deng 20; Wade 34, James 29)

Anthony Frioni

Los Angeles corona il figliol Prodigo





– Come da copione, l’All Star Game 2011 di Los Angeles è andato all’Ovest, con Kobe Bryant Mvp e i beniamini locali grandi protagonisti. Come da copione, come se si giocasse a pochi chilometri da Hollywood. E’ toccato a Lenny Kravitz aprire le danze dell’evento che chiude il weekend più spettacolare della NBA. A chiudere, con l’ultimo intervento musicale, quello arrivato all’intervallo, invece c’è Rihanna che si prende il proscenio chiudendo il lato musicale della kermesse. E in mezzo? Ovviamente tanto basket. Uno spettacolo che non poteva non essere introdotto dai ‘padroni di casa’ di Los Angeles. Un tempo non si sarebbe andati lontano dal gialloviola e dalla coppia mamba-catalano, questa volta la presenza di Griffin fa felici anche la parte meno famosa di L.A., quella dei Clippers, con le parole dello stesso Griffin insieme a Bryant e Gasol poco prima della palla a due.

LO SHOW DI KOBE – Kobe è stato il primo ad inserire il turbo, il primo ad alzare un’asticella che in solitamente in un All Star Game viene alzata nella seconda parte e col punteggio in bilico. E’ stato lui a far salire i giri di Lebron James con difese e canestri che sapevamo più di partita vera che di partita delle ‘stelle’. Alla fine il ‘Black Mamba’ ha ottenuto quello che voleva: vittoria dell’Ovest e titolo di Mvp nella sua Los Angeles dopo che l’ultima volta a trionfare a livello personale fu Shaquille O’Neal. Alla fine 37 punti e 14 rimbalzi per Bryant che supera di 3 punti Durant a quota 34 chiudendo la questione dichiarando al momento della premiazione: «Il fatto che l’Est abbia recuperato punti nel finale non ha fatto altro che aumentare l’adrenalina della gara. Essere qui in questo momento e ricevere questo riconoscimento nella mia città e davanti ai miei tifosi, non può che farmi piacere» . Parole d’ordinanza per un uomo che sta già pensando a come risollevare i Lakers nella seconda parte di stagione regolare prima dei playoff.

LA TRIPLA DOPPIA DI JAMES – Lebron è stato il vero antagonista di Bryant nella notte delle stelle. I due si sono ritrovati faccia a faccia nelle marcature per più volte ed il duello è salito di colpi. Bryant ha spinto il piede sull’acceleratore e l’ex Cavaliers non è stato li a guardare. Bryant ha pensato solo a tirare e segnare, lui ha provato a metterci qualcosa in più coinvolgendo i compagni di squadra. Risultato finale? Tripla doppia con 29 punti, 12 rimbalzi e 10 assist, ma titolo di Mvp e vittoria che finiscono a Los Angeles nonostante la resistenza di The Chosen One, di The Stats e della tripla stratosferica di Allen nel finale.

LA GIOIA DI PAUL – La prima cosa che è saltata agli occhi è stata: se Chris Paul si divertisse a New Orleans cosi come si è divertito a Los Angeles nella notte, allora sì che la Nba riavrebbe il giocatore spettacolare dei primi anni di NBA. Un ‘One Man Show’ condito da 7 assist, 5 recuperi 4 rimbalzi e anche 10 punti. La speranza di Williams di sicuro sarà riposta nella scarica di energia ed adrenalina che ti può dare una manifestazione del genere per il resto della stagione.

West-East 148-143 (Bryant 37, Durant 34; James 29, Stoudemire 29)


Anthony Frioni

Kobe Bryant sulla Hollywood Walk Of Fame

Kobe Bryant è primo atleta ad essere inserito nella Hollywood Walk Of Fame. Davanti al celebre, Grauman's Chinese Theatre, il campione dei Lakers è affiancato niente di meno da:Marylin Monroe, Jack Nicholson e John Wayne.
Sono nate delle polemiche sull'inserimento di Bryant, perchè se è stato inserito lui, alcuni tifosi dicono che bisognava inserire anche Micheal Jordan.
Ricordiamo che non è da tralasciare un suo probabile arrivo nella Serie A di Basket italiano. Infatti il desiderio del giocatore, è quello di venire a giocare nella Lottomatica Roma perchè il campione di Los Angeles dice che Roma una delle città più belle del mondo è per lui sarebbe un onore.

Pierluigi Natale

Bargnani spinge Toronto. I Celtics fermano la corsa di Miami




– Air Canada Center piena. Sold Out. Per qualcuno un qualcosa di incredibile a credersi, ma nella domenica sera canadese, i Raptors hanno potuto contare anche su di un colpo d’occhio che non vedevano da tempo. Certo i numeri di Toronto non solo l’unico motivo per questo evento ed allora la presenza di Blake Griffin e la curiosità di vedere il rookie volante, ha fatto il resto. Insomma è come se il primo ringraziamento per una partita di buon livello dei Raptors (nonostante le percentuali deficitarie dalla lunga distanza 2/13) fosse andato al più temuto degli avversari. Toronto, infatti, chiude con sei uomini in doppia cifra e con il ‘Mago’ Andrea Bargnani a guidare la squadra con 27 punti 6 rimbalzi e 2 assist. Quanto all’osservato speciale, all’attrazione principale della sera, Griffin, l’ex Oklahoma ha chiuso con 21 punti e 15 rimbalzi. Tutti inutile di fronte ad un Bargnani che nel secondo tempo piazza 18 punti e chiude la questione.

CELTICS PRIDE – La sfida più attesa ad Est, ovvero quella per il controllo proprio della Eastern tra gli Heat ed i Boston Celtics, parte dai numeri di Rajon Rondo: 11 punti, 10 rimbalzi e 10 assist. Tripla doppia per l’ex Kentucky dalle mani del quale sono partiti tutti gli attacchi e la maggior parte delle invenzioni per il primo e consistente vantaggio dei Celtics al Garden. Tre quarti di controllo per i biancoverdi che hanno subito provato a sfruttare la fisicità di Perkins (subito in doppia cifra) e di Glen Davis (autore anche di una schiacciata mancata dopo un recupero) contro Bosh e compagni. Già perché quella di Pierce non è stata proprio serata. The Captain and The Truth, ha chiuso con un solo punto e con 0/10 dal campo. Una statistica che in altri tempi avrebbe portato ad una sconfitta, ma che in questo caso ha portato solo ad aumentare la voglia di fare dei compagni, compreso Wafer. Miami, però, mostra gli artigli e l’orgoglio nell’ultimo periodo. Gli errori di Pierce iniziano a farsi sentire contro una difesa che ha aumentato i giri del proprio motore in maniera consistente cosi come dimostrano i soli 11 punti segnati nel’ultimo quarto dai padroni di casa. James e Bosh apparecchiano la tavola per la portata finale, che però casca dalle mani di Miller che sbaglia la tripla aperta e piedi per il pareggio e quindi un supplementare che sarebbe potuto essere anche nettamente a vantaggio di Miami. Morale della favola: Boston vince il confronto diretto e riprende la testa della Eastern in attesa del prossimo confronto.

LA RIVINCITA DEI MAGIC – Prima sconfitta nel lungo ‘road trip’ dei Lakers che in programma ha ancora due partite ed ennesimo campanello d’allarme per i losangelini. Con quella della notte contro i Magic, Los Angeles non ha ancora vinto un match contro quelle che possono essere considerate potenzialmente squadre da titolo. Un campanello che scuote la Nba e forse a questo punto anche i Lakers stessi. I gialloviola subiscono la furia a centro aria di Howard in quella che può essere considerata una specie di rivincita dei Magic per il 4-1 delle Finals di due anni fa. Il Superman della Florida piazza 31 punti e 13 rimbalzi scherzando sia contro Bynum che contro Gasol che dall’altra parte non va oltre i 12 punti e 5/12 al tiro. Non meglio la serata di Bryant che esce dall’Amway Arena con 17 punti, 8/18 e -16 di valutazione. Il dato della sconfitta dei Lakers? I rimbalzi: 46 quelli catturati dai padroni di casa, 34 quelli dei Lakers.

I RISULTATI DELLA NOTTE
Toronto Raptors-Los Angeles Clippers 98–93 (Bargnani 27, DeRozan 17; Griffin 21, Davis 20)
Boston Celtics-Miami Heat 85–82 (Perkins 15, Garnett 19; James 22, Bosh 24)
Orlando Magic-Los Angeles Lakers 89–75 (Howard 31, Richardson 12, Bryant 17, Bynum 17, Gasol 11)
Cleveland Cavaliers-Washington Wizards 100–115 (Jamison 21, Hickson 16; Young 31, Wall 19)
Detroit Pistons-Portland TrailBalzers 100-105 (Gordon 18, Bynum 15; Aldridge 36, Matthews 26)
Memphis Grizzlies-Denver Nuggets 116–108 (Randolph 14, Gay 23; Anthony 28, Billups 12)
Phoenix Suns-Sacramento Kings 108–113 (Nash 22, Gortat 20; Landry 20, Evans 21)
Golden State Warriors-Oklahoma City Thunder 100–94 (Ellis 33, Curry 23, Lee 23; Durant 29, Westbrook 21)

Anthony Frioni

Cantù onora il tris della Montepaschi



– Siena, ancora Siena, sempre Siena. Il Montepaschi batte Cantù 79-72 e vince la sua terza Coppa Italia consecutiva ma in questa occasione giù il cappello di fronte alla coraggiosa resistenza offerta dalla Bennet, a contatto per 39 minuti prima che la maggiore lunghezza della panchina mensanina facesse la differenza. Un altro trionfo fantastico per la squadra allenata da Simone Pianigiani, che in finale ha avuto in Lavrinovic (21 punti) e Zisis (16) i suoi migliori interpreti. Ottima la prova di Leunen per Cantù, che ha pagato la pessima serata al tiro di Markoishvili e la prova opaca di Micov e Ortner.

CANTU’ PARTE BENE – Parte meglio Cantù, che va subito 4-0 sospinta dal grande supporto del suo pubblico accorso a Torino: la risposta di Siena non si fa attendere. Lavrinovic e Zisis prendono per mano la squadra di Montepaschi e la spingono fino a al 20-12 di fine primo quarto. Il primo strappo di Siena non spaventa però questa Bennet, che col 10-2 in avvio di secondo parziale trova il pareggio quando Mazzarino si sblocca e poi allunga ulteriormente con un altro 9-0 per il 31-26 dopo che il timeout di Montepaschi ha spezzato il break canturino: il momento migliore della Bennet si esaurisce col terzo fallo di Micov che immediatamente dopo rimedia il tecnico per proteste e torna in panchina sul finale del secondo periodo. Siena torna a -1 sul 31-30, prima della tripla di Leunen che dà ossigeno a Trinchieri che rimane avanti a Siena col 4/9 dall’arco (1/4 per i biancoverdi e 9/15 ai liberi).

L’ALLUNGO – La buona mano dei giocatori di Trinchieri tiene ancora in partita la Bennet, le due triple di Mazzarino e Leunen consentono a Cantù di rimanere avanti (44-43) ma quando la difesa di Siena alza il numero dei colpi il Montepaschi prende un vantaggio cospicuo fino al +9: Stonerook mette una tripla importante, due errori imperdonabili di Ortner impediscono a Cantù di rimanere a contatto e un’altra tripla di Carraretto sembra chiudere il conto. Trinchieri rischia Micov con 4 falli e la Bennet ha un sussulto, fino al canestro impossibile di Leunen che vale il -5 sul 52-47. In apertura di ultimo parziale un altro strappo dei campioni d’Italia ma ancora una volta non è questo il colpo del ko: Zisis trova lo spazio per la tripla del 65-57, sul possesso successivo Lavrinovic infila il canestro del +11 con 7 minuti sul cronometro. Cantù ricuce fino a -5, poi la tripla di Green vale il 68-65. Le squadre sono esauste ma a fare la differenza sono le maggiori risorse a disposizione di Pianigiani nel finale: Lavrinovic mette il +5, Zisis la tripla del 73-65, poi Kaukenas ruba il pallone del +10 e chiude il conto. E’ ancora Siena, come previsto, ma che fatica...

Anthony Frioni

Charlotte sorprende Boston, Lakers ok



- Continua ad andare avanti a strisce la stagione degli Hornets, che in casa si lasciano sorprendere dai Twolves e incappano nella seconda sconfitta consecutiva. Una sconfitta che può essere riassunta in un paio di azioni eclatanti oltre che in qualche numero: il tiro aperto da tre di Belinelli che avrebbe potuto cambiare l’inerzia del match nel secondo tempo e il layup sbagliato da David West da solo in contropiede. Per quanto riguarda i numeri New Orleans ha chiuso con 6/24 da tre punti e sbagliato 6 tiri liberi che avrebbero potuto fare la differenza. Se a tutto questo aggiungiamo la 37esima partita in fila in doppia-doppia di Kevin Love e la partita di alto livello di Beasley, fino a che è restato in campo prima di avere ancora problemi ad una gamba, la vittoria dei T’Wolves è cosa presto spiegata. Sconfitta quindi (ma 15 punti) per Marco Belinelli che tripla sbagliata a parte ne mette 3/8 dall’arco e chiude con un 6/16 complessivo per 15 punti. E’ di 17 e 13 assist, invece, il fatturato di Chris Paul.
GLI INUTILI 50 DI "MELO" - La doppia-doppia più inutile che il talento uscito da Syracuse abbia mai messo a segno. L’oggetto del desiderio di mezza Nba, chiude la sfida con i Rockets con 50 punti e 11 rimbalzi provando da solo a sovvertire il risultato di una sfida che è stata sempre nelle mani dei Rockets. Denver, che perde Billups per un problema al ginocchio, ha dovuto rincorrere gli avversari per tutto il match non riuscendo a trovare una soluzione difensiva che potesse limitare i canestri di Martin (37) e quelli di Scola. Ma in generale la difesa è stato il problema principale dei Nuggets che avrebbero anche potuto ‘sfruttare’ meglio il career high eguagliato da Carmelo Anthony.
"UPSET" DEI BOBCATS - Vittoria di prestigio e che ha regalato un grande sorriso al proprietario Michael Jordan, quella dei Bobcats che piegano i Boston Celtics. Il layup sbagliato da Paul Pierce con il cronometro che si avvicinava alla sirena finale, però, ha lanciato definitivamente i titoli di coda sulla partita. Una partita caratterizzata dalla panchina di Charlotte e dall’espulsione di Jackson per doppio fallo tecnico. A fare la differenza uscendo dalla ‘bench’ è stato Shaun Livingstone, 18 punti con soli tre errori dal campo (7/10). Sono 15 i punti anche per Henderson, mentre in casa Celtics troppi gli errori di Garnett (4/11) e di Rondo (4/13) che però ci mette 13 assist.

LE ALTRE - Va di nuovo al Gasol losangelino, la sfida personale tra fratelli in occasione della trasferta dei Lakers in Tennessee. I Lakers, infatti, battono Memphis (Randolph 8, Young 22) e riprendono la marcia verso la testa della Western. Il catalano, più volte a tu per tu con il fratello, ha chiuso con 17 punti, 9 rimbalzi e 2 assist, mentre sono stati 19 i punti di un Bryant più ecumenico con 6 assist ed un solo tiro dalla lunga distanza. Una maledizione bella e buona. Non riesce nemmeno in una delle migliori prestazioni della stagione e contro una delle migliori squadre della Lega, il tentativo dei Cavaliers di interrompere una striscia di sconfitte spaventosa. Eppure nel finale in Texas, i Cavs hanno avuto una ghiotta opportunità dopo il canestro di Hickson che ha messo un solo possesso di distanza tra la squadre. Poi però la tripla sbagliata di Parker in contropiede che avrebbe potuto mandare tutti all’overtime. Career high per LaMarcus Aldridge che con i suoi 42 punti mette al tappeto i Bulls di Derrik Rose (36) sconfitti per la nona volta nelle ultime 11 trasferte. L’ex Memphis, però è il solo a provare a portare a casa la vittoria, visto che sono solo 17 i punti di Boozer, 15 quelli di Deng e 14 di Korver. Tutt’altra cosa per Portland che vede i 27 di Miller ed i 18 di un rinato Rudy Fernandez. Otto secondi sul cronometro e Kirilenko piazza il canestro della vittoria lasciando a Casspi solo la speranza dell’ultima occasione dalla lunga distanza per impattare il match. I Jazz, dunque, riescono nel tentativo di rimonta prima e di sorpasso poi grazie anche al proprio leader: Deron Williams (21 punti, 9 assist e 2 palle recuperate). Primo quarto deficitario in attacco (17 punti) ed in difesa (33 quelli subiti) per i Golden State Warriors, che non hanno potuto far più niente per recuperare il vantaggio preso dai Suns. I Warriors chiudono con 2/18 dalla lunga distanza e 18/26 ai tiri liberi.

I RISULTATI DELLA NOTTE
New Orleans Hornets-Minnesota T’Wolves 92–104 (Love 27, Beasley 14; Paul 17, Belinelli 15, West 18)
Denver Nuggets-Houston Rockets 103–108 (Anthony 50, Lawson 19; Martin 37, Scola 25)
Charlotte Bobcats-Boston Celtics 94–89 (Wallace 19, Livingston 18; Allen 25, Pierce 22)
Memphis Grizzlies-Los Angeles Lakers 84–93 (Randolph 8, Young 22, Gay 18; Gasol 17, Bryant 19, Odom 15)
Dallas Mavericks-Cleveland Cavaliers 99–96 (Terry 23, Nowitzki 12; Hickson 26, Session 19)
Portland TrailBlazers-Chicago Bulls 109–103 (Aldridge 42, Miller 27; Rose 36, Boozer 17)
Sacramento Kings-Utah Jazz 104–107 (Evans 21, Cousins 25; Williams 21, Jefferson 23)
Golden State Warriors-Phoenix Suns 92–104 (Ellis 21, R.Williams 19; Hill 18, Frye 19)

Anthony Frioni

Basket - Ancora Wade, Cavs e Raptors dove siete?



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Si perde il conto delle sconfitte consecutive di Toronto, battuta anche dagli Indiana Pacers che hanno così ottenuto la prima vittoria dopo l’esonero di Jim O’Brien e l’avvento ad interim di Vogel. I Raptors sono andati pesantemente sotto nel secondo quarto (48-28) ma prima col 17-3 in chiusura di parziale e poi col 6-0 in avvio di terzo periodo sono riusciti ad impattare a quota 51. Poi l’ennesimo black-out e il break decisivo dei Pacers, con Hibbert grande protagonista (24 punti, 11 rimbalzi) e Collison valida alternativa (16 punti, 6 assist). Per i Raptors, dominati a rimbalzo (56-38) e con sette uomini in doppia cifra, non ha brillato Andrea Bargnani, 12 punti con 3/15 dal campo e appena 5 rimbalzi in 32 minuti. Bene invece Amir Johnson a quota 18 ma l’incubo di Toronto, anche attraverso le parole di Calderon, non accenna a finire: «Abbiamo bisogno di una vittoria, è tutto quello che ci serve. Continuiamo a lavorare ma non è una situazione semplice».

ILLUSIONE CAVS - I 37 punti segnati dai Cavaliers nel secondo quarto non hanno fatto altro che alimentare l’illusione di Cleveland di battere in trasferta gli Heat dell’odiato/rimpianto Lebron James: 34 i punti di Wade (13/21 dal campo, 16 punti nel secondo parziale, 24 quelli di LBJ, col rientrante Bosh fermo a quota 10 in 25 minuti. Gli Heat hanno chiuso il primo quarto 35-20 e poi hanno ripreso tranquillamente il controllo della partita dopo l’intervallo. Un passaggio a vuoto, quello del secondo quarto, che non ha fatto piacere a coach Spoelstra ma che nell’arco di una stagione può essere considerato fisiologico, soprattutto se l’avversario è di basso livello come questi Cavaliers giunti alla sconfitta consecutiva numero 21 e ancora una volta privi di tre giocatori chiave.

ORLANDO KO - Si è decisa col 32-16 del terzo quarto, a favore dei Grizzlies la sfida tra Memphis e Orlando Magic: per la prima volta la squadra di Marc Gasol (19 punti, 8 rimbalzi) è sopra il 50% di vittorie (25-24) nonostante le prove ‘normali’ di Gay (13 punti, 5/15) e Randolph. Merito soprattutto di Mike Conley (26 punti, 11 assist), decisivo nella sesta vittoria nelle ultime sette uscite. I Magic sono stati traditi dal tiro da fuori proprio nella serata in cui hanno ecceduto nelle conclusioni dall’arco: dopo l’iniziale 9/10 dal campo Orlando (primo quarto chiuso 28-21) ha concluso la gara con 8/32, percentuale ben al di sotto della loro media stagionale. Sul 99-98 Memphis Turkoglu ha sbagliato la tripla del sorpasso e il sorpasso preso da Anderson è finito nelle mani di Conley che ha subìto fallo a 5 secondi dalla fine. Il tecnico fischiato per proteste ad Howard ha concesso ai Grizzlies un libero in più e sul -3 Jason Richardson ha sbagliato la tripla del pareggio.

DIRK FACILE - Piuttosto comodo il successo dei Mavericks sui Wizards. Merito dei 24 punti di Dirk Nowitzki e dell’ennesima doppia doppia di Tyson Chandler (18 punti, 18 rimbalzi). Quinto successo di fila per Dallas mentre il bilancio esterno di Washington ha raggiunto un raccapricciante 0-24 nonostante i 18 punti assicurati da Rashard Lewis e Nick Young. Dal 58-60 di metà terzo quarto, Dallas ha saputo allungare grazie agli 8 punti consecutivi di Jason Terry, principale artefice del 16-8 che ha affossato i Wizards. Jason Kidd a un passo dalla tripla doppia numero 107 in carriera (11 punti, 11 assist, 9 rimbalzi), buona la prova di Yi Jianlian uscendo dalla panchina (14 punti, 11 rimbalzi, 4 recuperi) e quella di John Wall in doppia doppia (la 17° stagionale) con 17 punti e 10 assist.

I RISULTATI
Miami Heat-Cleveland Cavaliers 117-90 (Wade 34; Jamison 17)
Indiana Pacers-Toronto Raptors 104-93 (Hibbert 24, Johnson 18)
New Jersey Nets-Denver Nuggets 115-99 (Lopez 27; Anthony 37)
Memphis Grizzlies-Orlando Magic 100-97 (Conley 26; Howard 25)
Dallas Mavericks-Washington Wizards 102-92 (Nowitzki 24; Young 18)
Utah Jazz-Charlotte Bobcats 103-98 (Jefferson 21; Jackson 24)
L.A. Clippers-Milwaukee Bucks 105-98 (Griffin 32; Maggette 24)

James non c'è. Denver ringrazia,



– Due triple di Redick per rientrare in partita. Quella di Nelson per provare a mettere paura seriamente ai Thunder, ma negli ultimi secondi viene fuori Kevin Durant (36 punti, 13/17 e 2/3 dalla lunga distanza). Sette punti in fila, con i quali si carica la squadra sulle spalle e vince il match da solo, rendendo vana la tripla finale di Richardson. Per Orlando, dunque, arriva la seconda sconfitta in fila dopo aver interrotto una striscia di nove vittorie. Il piano del team della Florida, però, era chiaro. Per tornare al successo coach Van Gundy si affida al post basso e alla potenza di Dwight Howard. Troppo atletico per Krstic e troppo forte per Ibaka. Alla fine per ‘Superman’ arrivano 39 punti, 18 rimbalzi e giocate da cineteca come quella del giro dorsale attorno ad Ibaka e palla arrivata da Turkoglu in punta e schiacciata al volo. In casa Thunder il terreno per lo show finale di Durant è stato preparato anche e soprattutto da Russell Westbrook che chiude la sua serata con 32 punti e 13 assist.

JAMES, ASSENZA FATALE – Coincidenza o realtà? Alla fine quello che dicono i fatti è che gli Heat senza Lebron, fuori per una distorsione alla caviglia sinistra, perdono anche nettamente in casa dei Nuggets e di un Carmelo Anthony sempre con la valigia pronta. A dire il vero all’assenza di James qualcuno potrebbe anche aggiungere quella virtuale di Wade che spara a salve con 7/19 dal campo e 0/3 da tre per 16 punti. L’unico a tenere botta nel ‘Big Three’ è Chris Bosh: 24 punti, 6 rimbalzi e 2 assist. In casa Nuggets, invece, dopo Afflalo, il palcoscenico è tutto per JR Smith. L’incarnazione del ‘genio e sregolatezza’ del Colorado chiude con 28 punti, 8/14 da tre, 7 rimbalzi ed un assist. Alla fine arrivano anche i 21 di Carmelo Anthony.

LOVE STENDE WASHINGTON – Il dato più importante è il tiro da tre: 2/3 e una mano che diventa sera dopo sera sempre più rovente anche lontano da canestro. Un particolare sul quale l’ex UCLA sta lavorando e che potrebbe renderlo micidiale, visto quello che è capace di fare anche sotto canestro. Alla fine Minnesota salta sulle sue spalle per mettersi in tasca la vittoria. Senza Beasley il peso in attacco è tutto suo e l’ex californiano non tradisce: 35 punti, 11 rimbalzi e anche 4 assist. Troppo per Washington che tira in totale 8/20 da tre, perde 18 palloni e ne recupera 8.

I RISULTATI DELLA NOTTE
Oklahoma City Thunder-Orlando Magic 125–124 (Durant 36, Westbrook 32; Howard 39, Richardson 19, Redick 18)
Minnesota T’Wolves-Washington Wizards 109–97 (Love 35, Milicic 14, Ridnour 16; Lewis 19, Wall 14)
Denver Nuggets-Miami Heat 130–102 (JR Smith 28, Anthony 21, Nene 17; Bosh 24, Wade 16)

Anthony Frioni