– Come da copione, l’All Star Game 2011 di Los Angeles è andato all’Ovest, con Kobe Bryant Mvp e i beniamini locali grandi protagonisti. Come da copione, come se si giocasse a pochi chilometri da Hollywood. E’ toccato a Lenny Kravitz aprire le danze dell’evento che chiude il weekend più spettacolare della NBA. A chiudere, con l’ultimo intervento musicale, quello arrivato all’intervallo, invece c’è Rihanna che si prende il proscenio chiudendo il lato musicale della kermesse. E in mezzo? Ovviamente tanto basket. Uno spettacolo che non poteva non essere introdotto dai ‘padroni di casa’ di Los Angeles. Un tempo non si sarebbe andati lontano dal gialloviola e dalla coppia mamba-catalano, questa volta la presenza di Griffin fa felici anche la parte meno famosa di L.A., quella dei Clippers, con le parole dello stesso Griffin insieme a Bryant e Gasol poco prima della palla a due.LO SHOW DI KOBE – Kobe è stato il primo ad inserire il turbo, il primo ad alzare un’asticella che in solitamente in un All Star Game viene alzata nella seconda parte e col punteggio in bilico. E’ stato lui a far salire i giri di Lebron James con difese e canestri che sapevamo più di partita vera che di partita delle ‘stelle’. Alla fine il ‘Black Mamba’ ha ottenuto quello che voleva: vittoria dell’Ovest e titolo di Mvp nella sua Los Angeles dopo che l’ultima volta a trionfare a livello personale fu Shaquille O’Neal. Alla fine 37 punti e 14 rimbalzi per Bryant che supera di 3 punti Durant a quota 34 chiudendo la questione dichiarando al momento della premiazione: «Il fatto che l’Est abbia recuperato punti nel finale non ha fatto altro che aumentare l’adrenalina della gara. Essere qui in questo momento e ricevere questo riconoscimento nella mia città e davanti ai miei tifosi, non può che farmi piacere» . Parole d’ordinanza per un uomo che sta già pensando a come risollevare i Lakers nella seconda parte di stagione regolare prima dei playoff.
LA TRIPLA DOPPIA DI JAMES – Lebron è stato il vero antagonista di Bryant nella notte delle stelle. I due si sono ritrovati faccia a faccia nelle marcature per più volte ed il duello è salito di colpi. Bryant ha spinto il piede sull’acceleratore e l’ex Cavaliers non è stato li a guardare. Bryant ha pensato solo a tirare e segnare, lui ha provato a metterci qualcosa in più coinvolgendo i compagni di squadra. Risultato finale? Tripla doppia con 29 punti, 12 rimbalzi e 10 assist, ma titolo di Mvp e vittoria che finiscono a Los Angeles nonostante la resistenza di The Chosen One, di The Stats e della tripla stratosferica di Allen nel finale.
LA GIOIA DI PAUL – La prima cosa che è saltata agli occhi è stata: se Chris Paul si divertisse a New Orleans cosi come si è divertito a Los Angeles nella notte, allora sì che la Nba riavrebbe il giocatore spettacolare dei primi anni di NBA. Un ‘One Man Show’ condito da 7 assist, 5 recuperi 4 rimbalzi e anche 10 punti. La speranza di Williams di sicuro sarà riposta nella scarica di energia ed adrenalina che ti può dare una manifestazione del genere per il resto della stagione.
West-East 148-143 (Bryant 37, Durant 34; James 29, Stoudemire 29)
Anthony Frioni

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