
CANTU’ PARTE BENE – Parte meglio Cantù, che va subito 4-0 sospinta dal grande supporto del suo pubblico accorso a Torino: la risposta di Siena non si fa attendere. Lavrinovic e Zisis prendono per mano la squadra di Montepaschi e la spingono fino a al 20-12 di fine primo quarto. Il primo strappo di Siena non spaventa però questa Bennet, che col 10-2 in avvio di secondo parziale trova il pareggio quando Mazzarino si sblocca e poi allunga ulteriormente con un altro 9-0 per il 31-26 dopo che il timeout di Montepaschi ha spezzato il break canturino: il momento migliore della Bennet si esaurisce col terzo fallo di Micov che immediatamente dopo rimedia il tecnico per proteste e torna in panchina sul finale del secondo periodo. Siena torna a -1 sul 31-30, prima della tripla di Leunen che dà ossigeno a Trinchieri che rimane avanti a Siena col 4/9 dall’arco (1/4 per i biancoverdi e 9/15 ai liberi).
L’ALLUNGO – La buona mano dei giocatori di Trinchieri tiene ancora in partita la Bennet, le due triple di Mazzarino e Leunen consentono a Cantù di rimanere avanti (44-43) ma quando la difesa di Siena alza il numero dei colpi il Montepaschi prende un vantaggio cospicuo fino al +9: Stonerook mette una tripla importante, due errori imperdonabili di Ortner impediscono a Cantù di rimanere a contatto e un’altra tripla di Carraretto sembra chiudere il conto. Trinchieri rischia Micov con 4 falli e la Bennet ha un sussulto, fino al canestro impossibile di Leunen che vale il -5 sul 52-47. In apertura di ultimo parziale un altro strappo dei campioni d’Italia ma ancora una volta non è questo il colpo del ko: Zisis trova lo spazio per la tripla del 65-57, sul possesso successivo Lavrinovic infila il canestro del +11 con 7 minuti sul cronometro. Cantù ricuce fino a -5, poi la tripla di Green vale il 68-65. Le squadre sono esauste ma a fare la differenza sono le maggiori risorse a disposizione di Pianigiani nel finale: Lavrinovic mette il +5, Zisis la tripla del 73-65, poi Kaukenas ruba il pallone del +10 e chiude il conto. E’ ancora Siena, come previsto, ma che fatica...
Anthony Frioni
