Queste sono le dichiarazioni, a fina partita, dei protagonisti del 18esimo scudetto vinto ieri sera all'Olimpico di Roma.A parlare anche un felicissimo Presidente: SIlvio Berlusconi.Mancano solo quelle di Ibrahimovic, che non si è ancora espresso.
Silvio Berlusconi - "Molti complimenti ad Allegri, ha saputo interpretare molto bene la filosofia del Milan e dato seguito alla missione che la società gli ha affidato regalando un grande risultato alla società. Ci siamo fermati in Champions League anche per una questione di sfortuna, penalizzati da qualche errore comportamentale dei nostri calciatori. In campionato abbiamo superato una fase critica con 10-11 giocatori inutilizzabili, nonostante questo il Milan è riuscito a confermarsi. Adesso c'è davanti a noi anche il traguardo della Coppa Italia, possiamo mirare a questo trofeo che non vinciamo da tanti anni"."Un nome su tutti? Non cito mai nomi singoli, sono tutti da encomiare, a calcio si gioca come squadra e solo se tutti danno il loro contributo si arriva ad un risultato. Direi brava tutta la squadra. Se Allegri porta anche la coppa Italia, sui regali si potrà essere particolarmente generosi. Chi vorrei in finale? Vorrei una finale con qualsiasi squadra, martedì a Palermosappiamo che sarà difficile, speriamo di vincere, diciamo che dobbiamo trasformare questa speranza in un imperativo categorico".
Massimiliano Allegri - "Una vittoria meritata e di tutto il gruppo. Avevamo fatto una buona partita nel secondo tempo, era importante chiudere il discorso scudettostasera e non era semplice contro una Roma ancora in corsa per laChampions. Ma i ragazzi hanno dimostrato anche stasera di meritare lo scudetto, giocando con concentrazione e attenzione. Ringrazio tutti quelli che hanno lavorato con me, in primis i ragazzi ma anche il presidente (Berlusconi, ndr) che mi ha dato la possibilità di allenare il Milan e che mi ha dato a disposizione una rosa importante, dove i nuovi si sono miscelati a quelli che hanno vinto tanto e che hanno trasmesso agli altri la mentalità vincente e il comportamento esemplare dentro lo spogliatoio"."Siamo partiti con una squadra, con una rosa e poi sono cambiati diversi giocatori, abbiamo cambiato modo di giocare. Ma le motivazioni, la disponibilità e il rispetto tra i giocatori sono stati alla fine la chiave per vincere lo scudetto. Il momento clou? Il derby di ritorno, che ci ha permesso di allungare sull'Inter e di ritrovare la consapevolezza nei nostri mezzi, e la vittoria di Firenze, quando eravamo a pari punti col Napoli e la squadra ha dato prova di grande forza mentale e tecnica. Vincere questo scudetto non è stato semplice, specie quando il traguardo si è avvicinato. Sentivamo la pressione, la tensione, l'ansia di tutti i tifosi, ma i ragazzi sono stati bravi a regalar loro questo scudetto stasera. Dispiace non poter essere a Milano ma avremo modo di festeggiare"."E' una bella sensazione vincere lo scudetto al primo anno; io e Galliani abbiamo deciso che quest'anno in Versilia andremo al Santuario di Montenero a piedi, ci aspetta una bella salita. Per quanto riguarda il futuro, vedremo come migliorare questa squadra per essere più competitivi a livello europeo ma la società lo sa meglio di me cosa fare e il presidente ha già promesso che farà qualche regalo".
Adriano Galliani - "Gli scudetti sono tutti belli ma l'ultimo è quello che rimane più negli occhi, nel cuore. E' fantastico, credo che lo abbiamo strameritato. Siamo partiti a luglio con l'idea dello scudetto e ce l'abbiamo fatta, Allegri è stato bravissimo, segue i nostri grandi allenatori che hanno vinto al primo colpo. E' stato molto bravo. Sono molto felice, lo scudetto rimane a Milano ma finalmente cambia sponda"."Voglio ringraziare Berlusconi L'ho sentito, era molto felice. Ha avuto voglia di vincere questo scudetto, ha investito tanto e mi ha consentito di acquistare Ibrahimovic e Robinho, non mi ha mai fatto mancare né il sostegno morale né quello materiale. L'Inter aveva vinto cinque scudetti e a luglio ci siamo detti che bisognava fermare questa corsa infinita e l'unica squadra a poterlo fare eravamo noi. Adesso dobbiamo essere bravi e cercare di andare a vincere a Palermo e andare in finale di Coppa Italia. Il 'fioretto' fatto con Allegri? E' vero, "dobbiamo andare al Santuario di Montenero a piedi, lo faremo in estate, ma spero partendo da Livorno e non da Forte dei Marmi".
Clarence Seedorf - "Voglio solo pensare a quello che significa per il Milan questo scudetto. E' bellissimo dopo sette anni. Questo gruppo crescerà ancora tantissimo dopo questa vittoria, ma adesso pensiamo a portare a casa anche la Coppa Italia per coronare un anno bellissimo".
Thiago Silva - E' lo scudetto di tutta la squadra. Abbiamo trenta giocatori e tutti quanto hanno fatto un lavoro bellissimo e adesso abbiamo dimostrato qual era il nostro obiettivo. Il mio prossimo sogno è vincere la Coppa dei Campioni la prossima stagione".
Andrea Pirlo - "Per me è stata una stagione sfortunata. Non mi era mai capitato in dieci anni al Milan, ma questa festa ripaga gli sforzi di tutta una stagione. Allegri è stato bravissimo, ha trovato la miscela giusta perché c'erano squadre forti e noi siamo stati più forti. L'Inter era in partenza la squadra da battere perché era campione in carica ed anche perché secondo me era ancora la più forte. Il mio futuro? Non lo so, vediamo a fine campionato...".
Antonio Cassano - "Sono contento, finalmente ho vinto una cosa importante nella mia vita; spero che a fine campionato anche i giocatori della Samp possano essere felici come lo sono io stasera, spero con tutto il cuore che la Samp si possa salvare".
Alessandro Nesta - "Siamo stati sempre in testa, era normale che arrivassimo primi. E se abbiamo nove punti di vantaggio, vuol dire che ce lo siamo proprio meritato. A chi lo dedico? Alle stesse persone di sempre, alla famiglia, ai genitori. L'uomo scudetto? Faccio due nomi, altrimenti quello mi 'mena': Ibrahimovic e Thiago Silva".
Gennaro Gattuso - Sette anni senza scudetto erano tanti, ma questo è particolare per come è arrivato, con tutti i vecchi che siamo rimasti e che ci davano per morti, ci davano per ex, quando uno ha la passione non può non fare bene. La cosa più bella è per tutto quello che si diceva. Vincerlo a 33 anni e mezzo è una grande emozione, una grande gioia. Io sono quasi al capolinea, mi mancano pochissimi anni. Al mister do 10, è stato l'artefice di questo successo, è riuscito a tenere il gruppo compatto".
Pierluigi Natale


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