Miami: Djokovic non si ferma più; secondo sigillo in carriera per l’Azarenka

Nadal si complimenta con Djokovic (foto da Daylife)

A questo punto è legittimo pensare al record di John McEnroe, imbattuto nel 1984 fino alla tragica finale di Parigi persa da Ivan Lendl. Chi può permettersi di fare certi calcoli è Novak Djokovic, che non ha alcuna intenzione di cedere un incontro in questo 2011. Lotta, soffre, trema, ma non cede.
Anche qui a Miami, ancora contro Rafael Nadal, ha imposto la sua ritrovata sicurezza nei colpi e nella mente. Ha comandato il gioco fino alla fine, costringendo il numero uno del mondo a fare un faticosissimo match di contrattacco. Certamente è stata una finale molto più appassionante della precedente giocata a Indian Wells.
Nel primo set gli è riuscito, e infatti ha portato a casa il 6-4. Ma appena subito il break nel secondo, Nadal ha dato come l’impressione di patire la pressione di Nole. Di assumere un atteggiamento maggiormente passivo, insomma, che ha rovesciato la situazione.
6-3 nel secondo per Djokovic, dunque. Il terzo parziale vede il serbo crearsi le migliori occasioni, anche se sul 5-6 tiene la battuta rimontando da 15-30: grandissimo rovescio di Nadal sul 15-15, seguito da un recupero pazzesco di dritto da parte di Nole, ribaltando una situazione più che disperata (sarebbero stati due match point).
Rafa apre male il tie break, 0-1, ma Nole restituisce il favore. I primi cinque punti sono altrettanti mini-break, quando ci si mette di mezzo (sul 2-2) un mortifero doppio fallo di Nadal.
Sembra fatta per Djokovic, che ringrazia e allunga sul 6-2. Nadal, caparbio, annulla le prime due palle match, ma la terza è quella buona.
Novak Djokovic conquista il quarto torneo della stagione, nonché la seconda vittoria consecutiva contro Rafael Nadal in finale.
La domanda che tutti ci poniamo è: quanto durerà lo splendido stato di grazia del tennista serbo?
Nadal resta il favorito sul rosso, ma quanto potrà reggere contro questo Nole? E Roger? Senza dimenticare Murray, che ci ha abituati a fiammate improvvise (anche se non proprio sulla terra battuta), e Soderling.
La stagione sulla terra inizia lunedì con i tornei 250 di Houston e Casablanca.

Victoria Azarenka nel 2009 era definitivamente esplosa. Proprio qui a Miami. Nel 2011 la ritroviamo all’atto conclusivo. E anche questa volta non si è lasciata intimidire di fronte all’avversaria, Maria Sharapova, stavolta non leggermente infortunata come due anni fa (nell’occasione si trattava di Serena Williams).
La bielorussa, testa di serie numero otto, infila un pesante 6-1 4-0 prima di allentare la presa e permettere all’avversaria di rientrare nel match. Sul 4-3 cede nuovamente la battuta, se la riprende, e infine la cede per l’ultima volta.
La Azarenka conquista il primo titolo della stagione, e da lunedì confermerà il suo best ranking al numero 6.
Per quanto riguarda la Sharapova registriamo il suo ritorno fra le top 10, ma soprattutto il fatto che non riesce più ad essere incisiva con il servizio, uno dei suoi cavalli di battaglia dei tempi d’oro.
Lunedì il circuito femminile farà tappa a Charleston, torneo premier, e a Marbella. Ovviamente sulla terra.

Francesco Bondielli

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