Foto da DaylifeIl minimo comune denominatore del week end di Coppa Davis appena trascorso è stato senza dubbio l’intensità. Dove più e dove meno, non sono mancate le emozioni. Significativo, a questo proposito, il fatto che che cinque degli otto incontri abbiano avuto bisogno della terza giornata per decretare la squadra vincitrice.
Supertennis, il canale della Federazione Italiana Tennis, ha scelto di trasmettere due incontri. Evidentemente la scelta è stata dettata dall’esigenza di fare share, visto che all’ intrigante Croazia-Germania è stata preferita la noiosa Belgio-Spagna. Certo, l’attesa per il rientro del numero uno del mondo Rafael Nadal (fuori dall’Australian Open) era molta, ma è stata davvero una mossa vincente privare il pubblico di tre giorni pieni di spettacolo agonistico a beneficio di due match a senso unico, per giunta poco brillanti?
In compenso siamo stati ripagati dal bellissimo Austria-Francia, che non ha voluto saperne di finire se non dopo il quinto e decisivo match. Ma andiamo con ordine.
Austria vs Francia 2-3
In un precario campo in terra battuta nell’hangar 3 dell’aeroporto di Vienna, i vice campioni erano impegnati contro l’Austria. Partita piuttosto aperta sulla carta, specie dopo le assenze di Tsonga, Gasquet e Monfils, che hanno obbligato la Francia di Guy Forget a schierare le seconde file (avercene, intendiamoci).
Si parte con Jurgen Melzer, favorito contro Jérémy Chardy. Ma il numero 10 del mondo appare bloccato e poco sciolto nei colpi, cedendo con un incolore 7-5 6-4 7-5.
Le cose per l’Austria si mettono male, e qui il capitano Gilbert Schaller commette l’errore decisivo di tutto l’incontro: schiera Stefan Koubek contro Gilles Simon, ovvero tecnicamente il peggior avversario per il trentaquattrenne austriaco, almeno dal punto di vista dello stile di gioco. Infatti non c’è partita, nonostante una parziale reazione nel finale dell’ex numero 20 del mondo. 6-0 6-2 6-3 il punteggio.
Il sabato, giorno del doppio, potrebbe far chiudere la pratica in anticipo ai transalpini. Ma i ragazzi di Forget non hanno fatto i conti con un super Oliver Marach, numero 12 del mondo nella specialità. Trascinando il suo compagno Melzer (invertendo così i ruoli), riesce a soffocare sul nascere la velleità del buon doppio francese composto da Michael Llodra e Julien Benneteau. 6-4 3-6 6-3 6-4 e 2-1 Francia.
Domenica è il giorno decisivo, specie perché si affrontano i due migliori singolaristi: Melzer e Simon. Difficile stabilire un favorito, ma sulla carta le maggiori chances sono dalla parte del francese, che a differenza dell’austriaco ha giocato un buon tennis nella giornata di venerdì.
Ma Melzer sembra subito voler smentire il pronostico. Dopo un avvio fulminante seguito da qualche passaggio a vuoto, riesce a portarsi sul 5-1 nel tie break. Simon lo riaggancia sul 6 pari dopo aver annullato tre set points, ma Melzer mostra più coraggio e si va a prendere il primo parziale per nove punti a sette.
Altro tira e molla nel secondo e nel terzo set, ma stavolta è il francese il più lucido: 6-3 6-1 senza appello. Melzer sembra ormai in balia dell’apparente strapotere atletico di Simon. Ma avanti di un break, 4-2, il francese dà segni di un imminente cedimento fisico e mentale. L’austriaco capisce che c’è ancora una possibilità, così riacciuffa il break di svantaggio e si porta avanti 5-4. Quando ormai sembra ancora una volta il tie break la soluzione più probabile per decidere il parziale, Melzer si trasforma in un muro e, grazie al suo fenomenale anticipo sulla palla (il suo rovescio bimane mancino ricorda quello meraviglioso di Jimmy Connors), toglie ossigeno a Simon: 6-4 e si va al quinto. O per lo meno è Melzer ad andarci. Il ventiseienne di Nizza, infatti, manda in campo la sua copia sbiadita. 6-0 in 18 minuti e 2-2.
È anche e soprattutto in queste situazioni che si nota il salto di qualità forse leggermente tardivo che il ventinovenne di Vienna ha compiuto lo scorso anno (ricordiamo la splendida vittoria al Roland Garros contro Novak Djokovic nei quarti di finale).
Per fortuna della Francia, l’Austria non ha un altro singolarista competitivo (schierare di nuovo Koubek sarebbe stato un suicidio). Così si trovano di fronte per l’ultimo match Chardy e Martin Fischer, numero 138 del mondo.
Il 6-2 iniziale ha illuso i tifosi austriaci, ma purtroppo per loro (e per Melzer, direi) la differenza di 83 posizioni in classifica si è fatta sentire. Fischer allenta sensibilmente il “grip” sull’incontro dopo il tie break del secondo set, e cede per 2-6 7-6(4) 6-3 6-3.
La Francia affronterà nei quarti la Germania.
Croazia-Germania 2-3
L’altro incontro di maggior valenza agonistica del fine settimana ha avuto luogo a Zagabria.
Ad affrontare i campioni del 2005, una Germania piuttosto solida e compatta.
I padroni di casa, privi di Ivan Ljubicic (che da tempo ha dato l’addio alla nazionale) e di Mario Ancic (ritiratosi molto prematuramente da poche settimane a causa di un fisico poco adatto a supportare l’enorme suo talento), hanno opposto un’ottima resistenza nei primi tre giorni. Venerdì Marin Cilic ha dato l’1-0 alla Croazia battendo da favorito lo spettacolare Florian Mayer, di cui ricordo sempre volentieri i quarti di finale a Wimbledon nel 2005: 4-6 6-0 4-6 6-3 6-1 il punteggio.
A chiudere la prima giornata ci ha pensato Philipp Kohlschreiber, che con molta sofferenza ha disposto di Ivan Dodig al quinto set per 6-4 3-6 4-6 7-6(6) 6-4. 1-1 il parziale dell’incontro.
Anche il sabato del doppio è abbonato al quinto set. Le coppie che si affrontano sono piuttosto equilibrate (Dodig/Karlovic vs Kas/Petzschner), ma un Petzschner in versione “on” ha permesso alla sua nazionale di aggiudicarsi il drammatico incontro con il punteggio finale di 6-3 3-6 5-7 6-3 6-4.
Il primo singolare della domenica vedeva di fronte i due singolaristi principali: Cilic e Kohlschreiber. La superficie piuttosto veloce ha finito per favorire il croato numero venti del mondo (in ripresa dopo un lungo periodo negativo a cavallo fra 2010 e 2011), sicuramente più adatto al tennis indoor rispetto al pur poliedrico avversario. 6-2 6-3 7-6(6).
Sul 2-2 la scelta della Croazia pare obbligata: Ivo Karlovic. Sul fronte tedesco, il capitano Patrik Kuhnen rischia la carta Petzschner, tanto lunatico quanto talentuoso. Per sua fortuna, il numero 65 del mondo non ha avuto colpi di testa come spesso gli accade, e ha liquidato l’avversario in tre netti set, soffrendo solo un pochino all’inizio del terzo: 6-4 7-6(3) 7-6(5).
Belgio vs Spagna 1-4
Il ritorno di Rafael Nadal è stato dettato senz’altro più da ragioni di calendarizzazione personale che da vera e propria necessità di contributo alla sua nazionale.
Visto il livello che il Belgio è riuscito a mettere in campo, molto probabilmente sarebbe bastato l’impiego delle terze file spagnole per approdare ai quarti di finale. E con questo non voglio certo sminuire il Belgio, che oggi come oggi partirebbe favorito, ad esempio, contro l’Italia.
Le uniche possibilità per aggiungere una spolveratina di interesse alla faccenda le aveva Xavier Malisse, ma il cemento (indoor) piuttosto lento non ha favorito le sue accelerazioni. È bastata un po’ di solidità a Fernando Verdasco per disporre dell’avversario in tre set: 6-4 6-3 6-1.
Niente da fare nemmeno per il giovane Bemelmans che, opposto a Rafael Nadal, ha raccolto gli stessi games del connazionale: 6-2 6-4 6-2. Probabilmente sarebbe stata una scelta più efficace quella di schierare Olivier Rochus. Il piccolo belga comunque, assieme a Steve Darcis, è stato protagonista di un buon doppio, che ha visto inevitabilmente prevalere il maggior peso della coppia spagnola composta da Verdasco e Feliciano Lopez. 7-6(0) 6-4 6-3.
A risultato ormai acquisito, la Spagna ha concesso l’onore a Olivier Rochus di sfidare il numero uno del mondo, che ha segnato il punto del 4-0 chiudendo 6-4 6-2.
Il punto della bandiera per il Belgio è arrivato da Darcis, autore di una bella vittoria in tre tie break contro Lopez: 6-7(4) 7-6(6) 7-6(3).
Per la Spagna nei quarti un’impegnativa trasferta negli Stati Uniti.
Cile vs Stati Uniti 1-4
A proposito di trasferte impegnative, gli Stati Uniti sono usciti indenni da uno dei terreni meno facili da calcare: quello cileno.
Dopo una vittoria abbastanza facile di Andy Roddick contro Nicolas Massu (6-2 4-6 6-3 6-4), è arrivata la bellissima prestazione di Paul Capdeville contro John Isner. Il gigante statunitense si è fatto rimontare un vantaggio di due set: 6-7(5) 6-7(2) 7-6(3) 7-6(5) 6-4.
Ma la speranza che il numero 149 del mondo aveva portato nel gruppo cileno si è infranta contro il muro dei numeri uno al mondo di doppio, i gemelli Bryan. Bob e Mike hanno sbrigato la pratica in tre set: 6-3 6-3 7-6(4).
A Capdeville, provato dalle fatiche di venerdì, l’arduo compito di battere Roddick e rimandare il tutto alla partita decisiva. Ma l’ex numero uno del mondo è abbastanza lucido da non cedere più d’un set: 3-6 7-6(2) 6-3 6-3 il punteggio finale.
A punteggio già acquisito, spazio per il giovane Guillermo Rivera-Aranguiz, che ha costretto al terzo set John Isner. 6-3 6-7(4) 7-5 per il nordamericano.
Serbia vs India 4-1
Trasferiamoci ora a Novi Sad, in Serbia, dove i campioni in carica hanno faticato molto più del previsto contro l’agguerrita India, complice sia l’assenza di Novak Djokovic che una scelta poco oculata della superficie; gli indiani sono cresciuti sul veloce, perché quindi non scegliere la terra vista la buona adattabilità dei serbi?
Alla sofferta vittoria dell’eroe della finale 2010 Viktor Troicki su Rohan Bopanna, 6-3 6-3 5-7 3-6 6-3, è seguita la sorprendente (ma non più di tanto) sconfitta di Janko Tipsarevic per mano di Somdev Devvarman 7-5 7-5 7-6(3) il punteggio.
Come previsto, il doppio si è rivelato una minaccia piuttosto concreta per i serbi. Zimonjic e Bozoljac (lo stesso che ha messo in difficoltà Roger Federer a Wimbledon lo scorso anno) hanno avuto la meglio in quattro set 4-6 6-3 6-4 7-6(10) sulla buona coppia Devvarman/Bopanna, salvando set point nel quarto set.
Buon margine, quindi, per i padroni di casa, che con Viktor Troicki non hanno esitato a chiudere una pratica che poteva diventare complicata. 6-4 6-2 7-5 a Devvarman.
A nulla è servito il 6-0 6-1 rifilato da Tipsarevic al giovanissimo Rastogi. Per la Serbia al prossimo turno ci sarà un'insidiosa trasferta in Svezia.
Argentina vs Romania 4-1
Il secondo tie meno equilibrato di tutti (dopo Belgio vs Spagna) si è svolto sulla terra outdoor di Buenos Aires.
I padroni di casa sono volati sul 4 a 0 prima del definitivo 4-1, chiudendo di fatto la pratica il primo giorno, quando è stata annullata l’unica papabile insidia della squadra romena: Victor Hanescu. Questi i risultati dei singoli incontri:
Nalbandian batte Ungur 6-3 6-2 5-7 6-4.
Monaco batte Hanescu 7-6(5) 1-6 6-1 6-1
Chela/Schwank b. Hanescu/Tecau 6-2 7-6(8) 6-1
Schwank batte Crivoi 7-6(3) 6-2
Ungur batte Monaco 6-4 2-6 6-3
L’Argentina troverà il Kazakistan nei quarti di finale.
Repubblica Ceca vs Kazakistan 2-3
Proprio il Kazakistan è stato protagonista della sorpresa della giornata, andando ad espugnare a Ostrava la Repubblica Ceca.
L’eroe assoluto è stato il “mezzo italiano” Andrey Golubev, che è stato protagonista in un primo momento della vittoria su Jan Hajek (che ha dato l’1-0 ai kazaki venerdì), poi di quella molto più importante contro il numero 7 del mondo Tomas Berdych, probabilmente caricato di troppa responsabilità.
Infine, Mikhail Kukushkin ha consegnato al quinto e decisivo incontro la vittoria alla sua nazionale. Riordiniamo le idee con i risultati.
Golubev batte Hajek 7-6(4) 6-7(3) 1-6 7-6(4) 6-3
Berdych batte Kukushkin 7-6(5) 6-2 6-3
Berdych/Dlouhy b. Korolev/Schukin 6-4 6-4 7-6(4)
Golubev batte Berdych 7-5 5-7 6-4 6-2
Kukushkin batte Hajek 6-4 6-7(4) 7-6(8) 6-0
Svezia vs Russia 3-2
Per finire la nostra rassegna sulla Coppa Davis, trasferiamoci a Boras, in Svezia, dove i padroni di casa si sono imposti per 3 a 2 nei confronti della Russia, vincitrice dell’Insalatiera nel 2006.
Decisivo a mio modo di vedere il secondo singolare, quello che ha visto di fronte Teimuraz Gabashvili e il redivivo (ma non diciamolo troppo forte) Joachim “Pim Pim” Johansson. Il bombardiere svedese, semifinalista agli US Open del 2004 (sconfisse nei quarti il campione in carica Andy Roddick), ha sfruttato la “iced surface” imponendosi in tre set.
Ecco i risultati.
Soderling batte Andreev 6-3 6-3 6-1
J.Johansson batte Gabashvili 6-3 7-6(4) 6-4
Aspelin/Lindstedt b. Kunitsyn/Tursunov 6-4 6-7(6) 7-6(6) 6-2
Tursunov batte Aspelin 7-5 6-2
Andreev batte J.Johansson 7-6(8) 6-4
I quarti di finale di Coppa Davis, di scena dall’8 al 10 luglio, sono così composti:
Serbia vs Svezia
Kazakistan vs Argentina
Stati Uniti vs Spagna
Germania vs Francia
L’Italia affronterà in casa la Slovenia per la “serie B” dell’Insalatiera.
WTA
Rapido excursus nei tornei femminili che hanno fatto da contorno al week end di Coppa Davis.
A Kuala Lumpur, Indonesia, è andata in scena la bellissima vittoria di Jelena Dokic.
L’australiana ha disposto della nostra Francesca Schiavone al primo turno, prima di battere in finale Lucie Safarova con il punteggio di 2-6 7-6(9) 6-4.
Sconfitte al primo turno anche le altre due italiane presenti in tabellone: Alberta Brianti e Maria Elena Camerin.
In Messico, a Monterrey, è arrivata la conferma della campionessa in carica Anastasia Pavlyuchenkova, che ha avuto la meglio in finale su Jelena Jankovic. 2-6 6-2 6-3 il punteggio.
Romina Oprandi e Sara Errani le uniche italiane in tabellone, con la bolognese che ha superato un turno.
Sia per il circuito maschile che per quello femminile, giovedì inizia il torneo di Indian Wells. Primo Master 1000 (torneo Premier per il femminile) della stagione.
Francesco Bondielli

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