
Dopo la brutta esperienza a Milano sponda Inter, Benitez torna a parlare e dice di voler tornare a Liverpool, di voler risentire You'll never walk alone durante le partite e di voler tornare a vincere.
"Sono davvero fiero di esserne stato il manager e mi piacerebbe tornare ad esserlo in futuro - ammette a 'Sky Sports News' - Non posso sapere quando perchè Kenny (Dalglish, ndr) sta facendo un ottimo lavoro. È una questione di tempo ma sarebbe un sogno, sarei davvero felice di tornare".
"I tifosi del Liverpool sanno che ci sono squadre in cui non andrei ma penso anche che i club in questione non mi contatterebbero - aggiunge - Sono un professionista ma ci sono club in cui non andrei perchè sono grandi rivali del Liverpool. Non farò i nomi ma non è difficile""Sono davvero fiero di esserne stato il manager e mi piacerebbe tornare ad esserlo in futuro - ammette a 'Sky Sports News' - Non posso sapere quando perchè Kenny (Dalglish, ndr) sta facendo un ottimo lavoro. È una questione di tempo ma sarebbe un sogno, sarei davvero felice di tornare".
Poi inizia a parlare della sua esperienza a Milano e di cosa stava andando male, e di come quando se ne sia andato via lui gli acquisti sono arrivati.
"Eppure - continua Benitez - gli obiettivi li stavamo raggiungendo, c'eravamo qualificati agli ottavi di Champions con una giornata d'anticipo, cosa che all'Inter non accadeva da dieci anni, e abbiamo vinto due titoli, soprattutto il Mondiale per club che era l'obiettivo principale di questa stagione. Riuscire a fare tutto questo, senza appoggio e senza nessun rinforzo in estate, è stato importante. Il bilancio è stato positivo visto che poi hanno preso cinque giocatori, quattro dei quali titolari. Significa che qualcosa non andava bene e forse, dunque, il tempo ci sta dando quella ragione che non ci hanno voluto dare. E poi anche con me l'Inter vinceva".Ma perchè Moratti non lo abbia accontentato, Benitez non lo sa, "voglio pensare che sia stato per le nuove norme sul fair-play finanziario ma si vede che queste idee a gennaio sono cambiate. Se mi avessero detto all'inizio che quello di cui abbiamo parlato in termini di rinforzi per migliorare la rosa non sarebbe stato rispettato, avremmo messo a fuoco le cose in maniera diversa"."Perchè - insiste - . E come allenatore, se non hai il sostegno del club, i giocatori lo percepiscono e ci sono alcuni che ne approfittano di più e si creano i conflitti. Il calciatore e come un ragazzino, se vede un punto debole ti attacca. I giocatori lo capiscono se hai o meno il sostegno del club e il primo indicatore è rappresentato dai rinforzi: se ci sono significa che la società aspira a vincere ancora".Ma dopo aver giocato il Mondiale e senza dimenticare gli sforzi profusi per vincere la Champions, in una rosa con 15 giocatori sopra i 30 anni non era facile mantenere questa intensità e per questo abbiamo insistito sui rinforzi. Il fatto che non siano arrivati ha condizionato tutto".ce ne sono altre di cui non bisogna parlare, che ti porti dietro come bagaglio personale e che non riveli per rispetto verso molti dei bravi professionisti che ci sono all'Inter. Altra gente non era così ma, per rispetto, è meglio non dire tutto quello che si sa"
Pierluigi Natale

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