NBA-Il futuro degli Hornets è ancora a New Orleans?




Potrebbe rivelarsi una novità assoluta nella storia della Lega cestistica a stelle e strisce ovvero Chris Paul ed i New Orleans Hornets potrebbero ritrovarsi a giocare, per un periodo di tempo, per una proprietà che sarebbe, appunto, la stessa Nba. Insomma una situazione già accaduta negli Stati Uniti, ma in un altro sport professionistico: il Baseball. In quell’occasione fu la MLB a prendersi cura, prima del trasferimento a Washington, dei Montreal Expos. Allo stato attuale tutto è ancora sotto la voce ‘rumours’, ma tra gli addetti ai lavori c’è la convinzione che i rapporti siano avviati e che nei prossimi giorni si potrebbe avere la conferma da parte della Lega. L’intenzione è quella di traghettare la società verso un nuovo proprietario. Un’azione diretta, quindi, a far sì che il basket da New Orleans non scompaia dopo quello che si è fatto per favorire questa città dopo l’uragano.

GLI INCONVENIENTI – Quello più pericoloso potrebbe essere legato al fatto che la Nba si ritroverebbe tra le mani la proprietà di una franchigia che nessuno vuole visto lo scarso rendimento in termini di pubblico che gli Hornets stanno avendo nonostante l’ottimo avvio di stagione. La media fino a questo momento dice poco più di 13mila spettatori, col massimo nella notte della visita dei Knicks con 14.020. Dati e numeri che non giocano a favore della città della Louisiana al punto che tra i vari rumours legati c'è anche quello di uno spostamento della franchigia altrove. Si parla di Seattle (che perse quelli che sono gli attuali Oklahoma City Thunder), Anaheim e Kansas City (che in questo modo unirebbe College e franchigia pro'). A giocare a favore di queste ultime voci, poi, ci sono le possibilità da parte degli Hornets di sciogliere il proprio legame di locazione con la città entro gli inizi di marzo causa la bassa affluenza. Il limite è fissato attorno a 14.213 spettatori di media in un determinato numero di partite casalinghe tra il mese di dicembre e quello di gennaio. Una situazione non facile, ma dall’alto degli Hornets e da Weber, arriva la prima rassicurazione: «In questi anni abbiamo visto come in questa città si lavori bene, gli Hornets non hanno alcuna intenzione di trasferirsi».

LA QUESTIONE PAUL – L’altro paragrafo dolente di un capitolo non facilissimo da trattare: Chris Paul. Il suo nome è stato il più ricercato dalle formazioni rimaste a bocca asciutta dalla free agency della del 2010 (prima fra tutte i Knicks). Il talento uscito dall’università di Wake Forest avrà la possibilità di dichiararsi free agent nel 2012, ma vista la situazione potrebbe anche essere una pedina di scambio prima di tale termine. Dall’altra parte c’è chi pensa che lo spirito che ha mosso la Nba a evitare che il basket si allontani dalla Louisiana resti predominante e convinca Paul a rimanere a New Orleans. Tra l’altro le parole di questa estate e le mosse della società (l’arrivo di Demp e Williams in panchina) avevano rassicurato l’ambiente, l’unico punto a sfavore degli Hornets è di non poter continuare più ad essere economicamente competitivi. «Al momento la squadra mi piace – ha dichiarato Chris Paul - ci sono tanti compagni di squadra che hanno fame di vittorie e questo è fondamentale».


Anthony Frioni

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