Novak Djokovic a terra dopo l'ennesimo trionfo (foto da Daylife)
Adesso non ci sono più scuse: Novak Djokovic vuole essere il nuovo numero uno del mondo. Ammesso che queste scuse ci siano mai state, è innegabile che il serbo si trovi sulla strada giusta.
Questa volta però la sensazione che ha lasciato la vittoria di Nole è diversa. Per due motivi. In primo luogo, siamo sulla terra battuta. Ma a differenza di Madrid la terra è notevolmente più lenta, effetto acuito dall’abbondante pioggia odierna che ha spostato la finale nella sessione serale. In secondo luogo, Nole sembrava completamente a corto di energie dopo la spaventosa prova nella semifinale contro Murray della sera prima. Evidentemente Nadal si deve preoccupare non poco per i prossimi mesi: la sua posizione di numero uno è in serio pericolo. Potrebbe esserlo già dal Roland Garros (al via domenica 22 maggio), dove al serbo basterà una finale indipendentemente da quello che faranno tutti gli altri. Da lunedì 16 maggio questa la situazione per i primi due: Nadal 12070, Djokovic 11665. Inutile dire che un eventuale scivolone prematuro dello spagnolo sarebbe fatale per la sua classifica, senza dimenticare Roger Federer che è sempre lì al terzo posto pronto a sfruttare le occasioni.
Ma torniamo alla finale del Foro Italico.Anche se non ne hanno bisogno, i due avversari sembrano studiarsi fino al 4-3 Djokovic. Proprio durante quel settimo game il serbo sembra aver trovato l’energia necessaria per rompere l’equilibrio. Da applausi un dritto vincente strettissimo piazzato sul 30-15, che ha accarezzato a tutti quanti la libido tennistica. Nadal serve sul 3-4, dunque, ma con una stecca di rovescio consegna il turno di battuta all’avversario. Niente da fare: Djokovic cede alla solida difesa di Nadal ed ecco il controbreak. Ma i colpi di scena non si contano più: Nadal si fa rimontare un 30-15 e Nole chiude improvvisamente il primo set per 6-4.
Il serbo non si accontenta, e piazza il break anche ad inizio secondo set: 2-0 e servizio.
Ma Nadal recupera ancora una volta e annulla anche una palla dell’1-3. Due giochi pari.
Si va avanti con scambi piuttosto duri fino ad impattare sul 4-4. E qui probabilmente ecco la svolta: Djokovic si salva con coraggio sul 30-30 e sul 40-40 senza concedere vantaggi esterni, e sale sul 5-4. A questo punto il serbo avrà pensato di avere davanti a sé l’occasione migliore per chiudere, giacché è consapevole che più si va avanti e più l’avversario è favorito per la vittoria finale. Avanti tutta. 0-40. Bravissimo Nadal a cancellare coraggiosamente i primi tre match points, ma eccone un altro. Dopo uno scambio rocambolesco e pieno di nastri, Novak Djokovic chiude la pratica in 2 ore e 12 minuti di gioco. 6-4 6-4 e 37esima vittoria consecutiva stagionale (39 se contiamo le due della Coppa Davis 2010). Il dato emblematico è quel 25% di realizzazione con la seconda di servizio da parte di Nadal.
Da ricordare i poco simpatici fischi dei tifosi di Nadal riservati ai tifosi di Djokovic che cercavano di sostenere il loro beniamino. Oltrepassando la natura delle “fazioni avverse” (espressione che scrivo non senza un brivido quando si tratta di sport), questa è un’abitudine tutta italiana sdoganata dal calcio.
Un’ultima riflessione su questa nuova rivalità che si è affermata nel circuito.
A differenza di Federer vs Nadal, la Djokovic vs Nadal ha tutta l’aria di essere una rivalità molto più aspra e allo stesso tempo meno prestigiosa (qualitativamente parlando).Il motivo principale è che lo spagnolo ha sempre ammesso l’oggettiva superiorità puramente tennistica dell’elvetico, rispettandola appieno. Non meno importante è l’amicizia che li lega fuori dal campo.
Con Djokovic i rapporti sono cordiali ma non certo dei migliori. In più Nole e Rafa sono lì lì come talento puramente tennistico. E lo spagnolo non accetta di essere surclassato, talvolta, ad esempio, in un occasionale pittino scaturito da una smorzata leggermente lunga.
Forse è proprio questo il sale della loro rivalità, che attualmente è la più in voga.
Da parte di Djokovic, è interessante osservare il parallelismo fra la Federer vs Nadal. Il serbo, come Nadal contro Federer, ha cercato e trovato il punto debole dell’avversario (cosa che Federer non sempre ha fatto) e lì ha insistito. Si veda l’effetto del dritto di Djokovic contro il rovescio di Nadal: lo spagnolo è costretto ad accorciare, alza sul rovescio del serbo, e questi chiude agevolmente dall’altra parte. La differenza con Federer? Roger non ha il rovescio di Nole, e sulla famosa palla da chiudere incontra molte difficoltà in più. Difficoltà che il suo straordinario dritto non sempre riesce a sormontare con efficacia e costanza.
Sono andato di persona al Foro Italico. Sabato, domenica, lunedì e martedì.
Ho scritto un pezzo al giorno in stile diario, ma per problemi tecnici non sono riuscito a pubblicarli volta per volta. E non sarebbe certo un piacere leggerli ora che sono postumi.Quindi, in pieno stile “Vieni via con me”, ecco alcuni elenchi fatti da me e dal mio amico/collega Ivan sulle cose più belle e più brutte che abbiamo visto quest’anno al Foro Italico (scritte contemporaneamente, nessun accordo preventivo).
Cose più brutte, Francesco:
1) I pantaloni da pescatore dello sparring della Sharapova, per non parlare della forma fisica.2) I calzini ascellari color verde sporco di Santopadre.
3) La mia abbronzatura degli occhiali da sole, che mi ha lasciato una splendida riga da guerriero Maya sul naso.
4) Il cedimento del paletto della rete sul campo Pietrangeli. È stato circondato da 15 persone con l’intento di aggiustarlo. Dopo 30 minuti buoni buoni Mayer e Golubev sono potuti scendere in campo.
5) Le due incordature rotte da Marc Lopez durante l’allenamento con Nadal a pari merito con l’assoluta uguaglianza tennistica delle giocatrici.
Cose più brutte, Ivan:
1) La doppista obesa di cui non sono riuscito a trovare il nome.2) lo stile dello sparring della Pironkova.
3) Il "pescatore" sparring di Maria Sharapova.
4) Le infinite proteste di Shahar Peer che hanno fermato in un colpo solo due match.
5) Il rovescio di Bhupathi (nonché il dritto...).
Cose più belle, Francesco:
1) I “rovesci” di Ivanovic, Kirilenko, Sharapova e Pennetta a pari merito con la disponibilità di Daniela Hantuchova a farsi una foto con me.2) La coppia che ci ha regalato i biglietti per una mezz’oretta di tennis sul Campo Centrale, coi posti proprio ad un metro dai giocatori.
3) Mohamed Layani e Carlos Bernardes che si sono fatti una foto con noi a pari merito col dritto in corsa di Malisse.
4) Le due risposte vincenti consecutive di Verdasco a due prime oltre i 200 km orari di Raonic a pari merito con Totti che, prima dell’allenamento, regala a Federer la maglia della Roma e si fa una foto ricordo con lui.
5) Il rovescio di Kohlschreiber a pari merito con lo stile personalissimo di Florian Mayer.
Cose più belle, Ivan:
1) Il "rovescio" del trio Sharapova-Kirilenko-Ivanovic.2) Ljubicic in preda alle risate per le proteste reiterate di Shahar Peer nel campo a fianco;
3) I ripetuti "Vai!!!" da romanaccio di Max Giusti imbacuccato per il fresco durante il match della Dentoni con la Gajdosova.
4) La stop volley vincente di Marian Vajda nell'improvvisato doppio Nole Djokovic/Vajda - Marko Djokovic/Zimonjic.5) Marc Lopez che fa da sparring a chiunque a tutte le ore, subisce le mazzate di Nadal mentre tutti lo ignorano e perde pure il doppio, ma sempre col sorriso.
Francesco Bondielli


Hai detto tutto tu: Nole sicuro numero 1 da metà luglio in poi se non prima; pubblico italiano che si fa riconoscere; rivalità meno bella ma molto più "guerrigliera". Guardando la classifica Federer non difende praticamente niente ragionando per assurdo potrebbe aggiungere ben 3230 punti alla sua classifica, di sicuro sarà un'accoppiata Roland Garros - Wimbledon di fuoco quest'anno.
RispondiEliminaStupendi gli elenchi, non sai quanto mi hai fatto rimpiangere di non esserci andato quest'anno. Evviva i "rovesci" di Kirilenko e Ivanovic :D
Immenso Nole... Ivanovic SBAV
RispondiEliminaOLEEE OLEEE OLEEE OLEEEEEE NOLEEEE NOLEEEE
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