Indian Wells: Djokovic supera anche Nadal e rimane imbattuto; alla Wozniacki il trofeo femminile

Novak "Nole" Djokovic festeggia la vittoria. Foto da DayLife

Si è concluso il primo Master 1000 della stagione, ma la striscia di vittorie consecutive di Novak Djokovic non ha alcuna intenzione di fermarsi.
Sono 20, considerando anche le due dello scorso anno, non certo poche, ma è la qualità che ne aumenta il peso specifico.
Coppa Davis 2010, Australian Open, Dubai e ora Indian Wells. Un prestigioso trofeo mondiale, uno Slam, un ATP 500 e un Master 1000. Fino a questo momento Nole si è aggiudicato il meglio, nonché tutto.

Novak Djokovic [3] b. Rafael Nadal [1] 4-6 6-3 6-2

Nella finale di ieri, tuttavia, le impressioni che il campo ci ha inizialmente comunicato non concorrevano a far ipotizzare un epilogo tanto scontato.
Dopo un avvio tanto equilibrato quanto pieno di scambi incredibili, con break e controbreak, Nadal riesce a strappare nuovamente il servizio all’avversario nel settimo game. Da questo momento in poi la qualità sarà merce rara nel corso del match. Rafa chiude il primo set senza problemi, nonostante la scarsa percentuale di prime palle messe in campo. 6-4.
Nel secondo parziale continua la carenza di prime da ambo i lati, ma nel momento in cui lo spagnolo riesce a stabilizzare la battuta, sul 3-2 Djokovic, spreca un vantaggio di 40-15 regalando con diversi errori gratuiti il break all’avversario. Come per ringraziare, Nole restituisce immediatamente il turno di battuta con un doppio fallo. La sensazione è che d’ora in avanti l’epilogo si deciderà in pochi punti. Tuttavia, la macchina-Nadal si inceppa di nuovo, e Djokovic può ancora una volta portarsi avanti di un turno di battuta. Dopo un game di 12 minuti, il serbo annulla una palla break e trascina una non bellissima finale al terzo e decisivo set: 6-3.
Inaspettatamente sono ancora gli errori dello spagnolo (di dritto in particolare) i protagonisti dell’incontro, e il break in apertura malamente regalato costerà tantissimo.
Nole risorge, si scrolla di dosso le scorie nocive accumulate fino ad ora, e vola 4-0 in un lampo. Nadal tampona qualche falla, ma ormai è troppo tardi. Riesce solamente a restare a ruota coi turni di battuta, fino al 6-2 finale.
Per Novak Djokovic si tratta del ventunesimo titolo della carriera, il settimo sigillo nei Master 1000.
Da oggi torna al numero due del mondo, scavalcando Roger Federer. Lo era già stato, più o meno un anno fa, ma non per meriti propri, bensì a causa del calo accusato da Federer fra il Roland Garros e Wimbledon, con conseguente emorragia di punti. Stavolta però è diverso. È Nole che si è guadagnato tutto, proprio perché lo ha più volte dimostrato sul campo.
Per quanto riguarda Nadal, possiamo dire che non è ancora al 100% dopo l’infortunio patito durante e dopo gli Australian Open. Inusuale un calo verticale come quello del terzo set per uno come lui.
Dopo Miami ci sarà la terra, dove è ancora il numero uno indiscusso. Chi sarà il suo vero antagonista sul rosso? Avremo tempo e modo per provare a dare una risposta.

Caroline Wozniacki [1] b. Marion Bartoli [15] 6-1 2-6 6-3

La finale femminile, disputata prima di quella maschile, ha avuto bisogno del terzo set. Per questo motivo il programma ha subito un leggero ritardo.
Scambi lunghi e complessi nel primo set, poco pathos e poca intensità. Dopo il break della danese e il controbreak della francese, la numero uno del mondo piazza l’allungo decisivo per il 6-1.
Nel secondo set la Bartoli cambia radicalmente la tattica di gioco, variando molto i suoi colpi e le sue scelte tattiche, e operando diverse discese a rete.
Le variazioni infastidiscono non poco la giovane danese, e fruttano alla francese un meritato 6-2.
Il terzo parziale si apre con un game di 14 punti, probabilmente decisivo, che permette alla Wozniacki di riprendere a macinare tennis col suo gioco martellante e senza errori. 6-3 il punteggio finale. Onore comunque alla voglia di lottare della Bartoli, nuova numero 10 del mondo.

Il circuito, come noto, non si ferma praticamente mai.
Da oggi, infatti, di scena le qualificazioni per il secondo Master 1000 della stagione, Miami, torneo combined, sempre sul cemento all’aperto e sempre negli Stati Uniti.
La differenza rispetto ad Indian Wells è il clima. La Florida rispetto alla California ha un clima molto meno costante e molto più umido. Le condizioni saranno, pertanto, meno semplici da gestire per i tennisti. Rispetto all’Italia le ore di differenza saranno sei, ovviamente in negativo.
A questo link potete seguire l’andamento del torneo fino al nostro prossimo resoconto: http://www.atpworldtour.com/Tennis/Tournaments/Miami.aspx

Francesco Bondielli

2 commenti:

  1. Nole ingiocabile, ma come hai detto anche tu, questa finale dal punto di vista della qualità non è stata tra le migrliori.
    Il serbo in questo momento si merita il numero uno del ranking, e sarebbe interessante vedere un match tra Federer e Nadal per capire chi sia al momento il vero numero 2.
    Hai anticipato il discorso terra, Nadal protagonista e non mi stupirei di vedere ancora Djokovic come antagonista: ho ancora bene in mente la semifinale di Madrid nel 2009.

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  2. Partita fantastica quella, non mi stupirei di vederne delle altre a breve. Magari dopo che si sono affrontati Nadal e Federer in semifinale, chissà... Questo dipende dai sorteggi.
    Onestamente, in ogni caso, sulla terra non vedo molti altri contendenti competitivi al livello di questi tre.

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