Juan Martin Del Potro. Foto da DayLifeTutti ricorderanno quando nel 2009 Del Potro batté sull’Arthur Ashe prima Nadal e poi Federer dimostrando di potersi candidare a colui che veramente avrebbe potuto rompere il duopolio e in effetti quel Del Potro che quando metteva la prima non si giocava, che da fondo era solidissimo, che quando si spostava di dritto non ce n’era per nessuno nemmeno per Federer; sembrava davvero imbattibile da qualsiasi altro giocatore in quel momento in attività.
Difatti sarà fermato da un infortunio al polso che arriva proprio all’apice della sua carriera. “Delpo” però ricomincia a testa bassa, non demorde, nonostante confessi di aver visto molti suoi “amici” abbandonarlo in questo periodo ricomincia a lavorare subito dopo l’operazione al polso che per fortuna riesce senza complicazioni.
Il 2010 comincia con l’uscita ai quarti di finale in Australia, dopo avviene il suddetto infortunio. Per tutto il 2010 si hanno vaghe notizie di un possibile rientro per poter giocare a New York in settembre e difendere i punti dello scorso anno, ma alla fine svanisce anche questa possibilità.
Verso fine 2010 rientra veramente in tornei minori, gioca contro Rochus a Bangkok, ricordo che guardando quella partita avevo l’impressione che i movimenti, le rotazioni e le variazioni fossero quelli di un tempo, ma mancava la velocità e la pesantezza di palla, soprattutto quest’ultima è quella che fa la differenza. Dopo aver perso da Rochus perde al torneo successivo da Lopez a Tokyo. Dopo di che decide di non giocare più per il resto del 2010, non per problemi fisici, ma per preparare al meglio la nuova stagione e invece di girovagare senza meta negli ultimi mesi del 2010.
A inizio 2011 si rirtovo al numero 259 nelle classifiche mondiali e dopo l’uscita al secondo turno in Australia dove difendeva i quarti tocca il fondo: è numero 484.
Si passa sull’amato cemento outdoor americano: San Jose, Memhpis e Delray Beach. Nei primi 2 si spinge fino alle semifinali dove incontra 2 top-10 e contro loro non può ancora nulla. Settimana successiva con molta umiltà rinuncia ad andare al 500 di Dubai (dove gli avrebbero sicuramente dato una Wildcard se l’avesse chiesta) e va a giocare in un 250: Delray Beach. Gioca un buon torneo, incontra buoni giocatori, ma che non sono top-10 e lo vince.
Si arriva al primo 1000 stagionale: Indian Wells. Qui gli avversari sono molto più forti, ma guardandolo giocare si vede subito che JuanMartin ha ripreso fiducia e soprattutto ha ripreso i colpi, sta tornando quello del 2009, serve bene e fa male col dritto. In ottavi con Kohlschreiber dimostra di essere tornato in forma anche se nel finale di secondo set si vede che quello che gli manca ancora è giocare partite lunghe a questi livelli. In quarti vince senza giocare ma molto probabilmente avrebbe battuto anche giocando il suo avversario: Robredo.
Arrivano in semifinale i primi 3 del mondo: Nadal, Federer e Djokovic(il serbo in questo momento è numero 1) , e Del Potro. Come ai vecchi tempi, in cui i migliori erano loro più Murray. In semifinale Nadal soffre contro l’argentino ma nei momenti decisivi non gli lascia scampo. Nonostante l’ottimo torneo e l’ottimo gioco a tratti dell’argentino quello che manca è il riabituarsi a certe partite, prendere fiducia (e in questo torneo ne avrà ripresa tantissimo), e cercare di stare meglio fisicamente poiché nei finali di match ne ha sempre risentito.
Adesso avrà modo di giocare sempre più partite contro giocatori del suo livello visto che grazie alla semifinale si riporta a ridossa della 50ª posizione mondiale. Insomma dopo quello che ci ha fatto vedere io penso che l’argentino sia tornato ad essere: “Il primo degli ultimi.” come lui stesso autodefinì la sua posizione appena dietro i FabFour.
Simone Milioti

Vamos Palito! X me tornera ai suoi livelli.. sprm!
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