Mondonico: "Lascio l'Albinoleffe per curare la mia malattia"




Ci sono certi personaggi, nel mondo del calcio, che vanno oltre la passione per una o per l’altra squadra. Quando uno è un campione vero, sia dal punto di vista sportivo che umano, in campo a tirar calci ad un pallone oppure in panchina a guidare la squadra, è apprezzato trasversalmente e poco importa se tu sia atalantino, milanista, interista o juventino: quando passa ti alzi in piedi ad applaudirlo.
Uno di questi personaggi è Emiliano Mondonico che ha lasciato pochi giorni fa la guida dell’AlbinoLeffe per combattere contro la malattia. Dalla notizia dell’addio alla Celeste si sono levate immediatamente mille voci e mille cori virtuali (su Facebook e siti dei tifosi) per spronare il Mondo a vincere anche questa di partita. Cori come quelli di Firenze di mercoledì sera. “Emiliano uno di noi” cantava la curva Fiesole della Fiorentina (il tecnico l’ha riportata in A 7 anni fa) che ha mostrato il proprio affetto all’allenatore di Rivolta con due striscioni (“Forza Mondo, tutta Firenze lotta con te” e “Più grande è la sofferenza più forte è il nostro amore. Forza Emiliano, sangue fiorentino”).
I tifosi vanno oltre, quelli del Torino per esempio, eterno amore di Mondonico. Per sabato, in occasione della partita contro il Sassuolo, i tifosi sono chiamati a raccolta allo stadio Filadelfia con una sedia in mano da alzare in cielo, riporta il sito torinogranata.it, per ricordare l’allenatore nella finale di Coppa Uefa con l’Ajax; ad essi verrà scattata una foto che verrà consegnata al Mondo.
E il tecnico sta rispondendo come si legge sulla pagina Facebook a lui dedicata curata dalla figlia: “Dopo giorni l’ho rivisto: grinta e determinazione nei suo occhi!!!”. Mondo, non avevamo dubbi.

Anthony Frioni

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